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Tumore alla vescica: quando è necessaria la cistectomia?

La vescica non va sempre asportata. Come spiega l'urologo del San Raffaele di Turro, si può intervenire in modo diverso a seconda che la neoplasia sia superficiale o muscolo-invasiva

Dopo prostata, polmone e colon-retto, quello alla vescica è la quarta neoplasia più diagnosticata tra gli uomini in Italia. La stima appartiene al rapporto «I numeri del cancro in Italia 2019», che indica con la percentuale del 12% sul totale delle diagnosi quelle di tumore alla vescica. Se nella popolazione maschile si tratta del quarto tumore più prevalente, in quella totale si posiziona al quinto posto.

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In aumento i casi tra le donne

Questo perché, spiega Franco Gaboardi, primario dell’Unità di Urologia all’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro di Milano, «l’incidenza della neoplasia sta aumentando anche tra le donne a causa dell’abitudine al fumo. Oggi il rapporto tra uomini e donne è di cerca 3 a 1».

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Tumore superficiale o muscolo-invasivo

Nella videointervista l’esperto spiega la differenza tra le due principali tipologie di tumore alla vescica: «la maggior parte – sottolinea Gaboardi – rimane in superficie e può essere asportato senza rimozione della vescica. Una percentuale minore, invece, è aggressiva, quindi entra in contatto con i vasi linfatici e venosi, rischiando di disseminarsi nell’organismo. Questa tipologia si chiama muscolo-invasiva ed è necessaria la cistectomia».

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