Sessualità

Parzialismo, se ad attrarre è una parte del corpo

Sempre più spesso e sempre con intenso fervore si parla di tutta quella classe di particolari tendenze erotiche che si scostano dal convenzionale concetto di comportamento sessuale, per inserirsi nella vasta elencazione delle parafilie. Tra queste rientra il parzialismo: un’attenzione particolare ed esclusiva per una certa parte del corpo, che è la condizione senza la quale è difficile raggiungere l’acme del piacere. Il parzialismo rientra tra quelle parafilie definite “lecite” che riguardano una scelta sessuale, libera di prediligere un comportamento erotico  inusuale mediante la concretizzazione delle proprie fantasie sessuali con soggetti adulti e consenzienti. Posta in questi termini e lasciando a ogni coppia l’assoluta libertà di gestire, arricchire e corredare la propria intimità come più preferisce, il vero, e forse unico, problema che si pone è quanto tutto questo possa influire sul benessere psicosessuale del “feticista”.

Sempre più spesso e sempre con intenso fervore si parla di tutta quella classe di particolari tendenze erotiche che si scostano dal convenzionale concetto di comportamento sessuale, per inserirsi nella vasta elencazione delle parafilie.
Tra queste rientra il parzialismo: un’attenzione particolare ed esclusiva per una certa parte del corpo, che è la condizione senza la quale è difficile raggiungere l’acme del piacere. Il parzialismo rientra tra quelle parafilie definite “lecite” che riguardano una scelta sessuale, libera di prediligere un comportamento erotico  inusuale mediante la concretizzazione delle proprie fantasie sessuali con soggetti adulti e consenzienti. Posta in questi termini e lasciando a ogni coppia l’assoluta libertà di gestire, arricchire e corredare la propria intimità come più preferisce, il vero, e forse unico, problema che si pone è quanto tutto questo possa influire sul benessere psicosessuale del “feticista”.
Non è raro che in queste persone convivano due parti fra di loro in antitesi: una che vorrebbe vivere liberamente la sua preferenza sessuale, l’altra che si oppone, si autocensura, si punisce, sente di dover limitarsi poiché giudica innaturale, “sporco” provare eccitazione per una parte del corpo dell’altro. Inevitabilmente si avverte che i propri desideri non sposano la naturalezza, l’adeguatezza della sessualità canonica, quindi occorre scacciarli, ma più ci si impegna in questo occultamento più questi desideri si affacciano e disturbano.
Pertanto, se non si reca un male psicologico né fisico a persona alcuna, il male di fatto non esiste. Il concetto, inoltre, è più semplice di quel che sembra: parlando di intimità sembra paradossale pensare che ognuno di noi abbia un’intimità che corrisponde a quella di una popolazione intera.
Ciò che davvero garantisce una stabilità psicoaffettiva e psicosessuale è il dialogo. Snocciolarsi, sincerarsi con il proprio partner risulta essere la soluzione migliore da adottare non solo per l’acquisizione di un senso di autenticità, ma anche perché ciò è indice di funzionalità della coppia.

Post di Annarita Argento, studentessa del corso di laurea in psicologia clinica – indirizzo Sessuologia dell’Università degli Studi dell’Aquila (coordinatore: prof. Emmanuele A. Jannini).

Gruppo San Donato

GUARDA ANCHE:

Pube peloso o rasato?
Le fantasie sessuali fanno bene alla coppia
Gli uomini adorano la lingerie sexy

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio