Sessualità

Nostalgia per l’ex? Tranquilli, fa bene

Ripensare a un vecchio amore, secondo uno studio inglese, procura piacere. E aiuta a prepararsi a una nuova storia

Jennifer Aniston ogni tanto riascolta i messaggi che Brad Pitt le ha lasciato sulla segreteria del telefonino. Mentre Eros Ramazzotti ha dedicato una canzone a Michelle Hunziker cinque anni dopo la separazione.
Pietosissime minestre riscaldate da bandire dalla tavola della vita? No. Perché ricordare l’ex, i momenti vissuti, i luoghi visitati insieme non è solo una fonte di rimpianto. La nostalgia (dal greco nostos, ritorno, e algos, dolore) è un piacere.

I ricordi attivano i centri del piacere
Lo dimostra uno studio del Centro di ricerca sull’identità personale dell’Università di Southampton. L’équipe inglese di psicologi ha sottoposto un gruppo di volontari a una serie di stimoli, come fotografie o musiche, che li riportavano a momenti importanti della loro vita affettiva, spingendoli ad analizzare cosa sentivano in quel momento e quello che avevano provato.
Risultato: nella quasi totalità dei casi le persone hanno reagito bene, riuscendo a parlare con disinvoltura anche di esperienze che in passato le avevano fatte soffrire. Tutte hanno definito il loro sentimento, la nostalgia, come un misto di malinconia e di dolce pienezza di ricordi.
Come mai? Osservando con una risonanza magnetica funzionale il cervello dei volontari nel momento in cui era spinto a rivivere i passaggi di una love story, i ricercatori hanno notato che si accendevano alcune zone in particolare: principalmente la corteccia prefrontale, ma anche amigdala, talamo e ipotalamo.

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Ed era in particolare nell’ipotalamo che si attivavano i circuiti del piacere, gli stessi che intervengono quando si mangia il cioccolato o quando si fa sesso.

Ripensare a lui o a lei
è anche terapeutico
La conclusione? La nostalgia dell’ex dà un senso di benessere. E dunque non sentitevi in colpa se rispolverate, con tenerezza, l’album di foto del primo amore. E nemmeno se, dopo aver buttato tutti i suoi regali e aver cancellato il suo numero di telefono, vi scoprite a ripensare a quel weekend romantico con lui o con lei.
Tra l’altro, gli psicologi hanno verificato che rivangare le vecchie emozioni ha valore terapeutico. Non è affare da deboli. «Anzi: le persone che rivedono i fotogrammi di una storia finita senza cadere nella tristezza sono le più forti, perché capaci di riordinare i pezzi del passato e darvi un senso», spiega Anna Salvo, docente di psicologia dinamica all’Università della Calabria. «Mettere in fila i ricordi costringe all’autoanalisi, a confrontarsi con l’esperienza e a immaginare il futuro. Un esercizio che fa bene alla psiche».
In soldoni: quando ripensate a un amore finito non significa per forza che vogliate tornare indietro a tutti i costi o che ora non siate appagati. Può voler dire al contrario che siete usciti da quella storia, che l’avete metabolizzata e avete passato il valico, a volte molto doloroso, dell’elaborazione del lutto.
Adesso siete pronti per valutare con serenità tutto quello che di buono l’ex vi ha lasciato e gli errori compiuti da entrambi. Un atteggiamento che giova all’autostima e aiuta a trovare dentro di sé lo stimolo per costruire una relazione sentimentale nuova.
Gilda Lyghounis – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2010

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