Sessualità

Come si cura la dipendenza dal sesso

Le terapie psicologiche per i sessuomani e le ninfomani, suggerite da Willy Pasini. Le ha seguite anche Michael Douglas

Col termine dipendenza sessuale, o sexual addiction, s’intende un’eccessiva preoccupazione verso il pianeta sesso, e la presenza di persistenti pensieri che spingono la persona a intraprendere attività sessuali ripetitive e compulsive, anche contro la sua stessa volontà. Riguarda l’uomo, sessuomane, e la donna, affetta da ninfomania.
Non è una patologia nuova. Questa particolarissima dipendenza è stata identificata già nel 1886 dallo psichiatra Richard von Kraft Ebing, nel suo Psychopathia sexualis, e ha poi conosciuto una rivalutazione nell’arco dell’ultimo ventennio negli Stati Uniti, proprio perché la funzione sociale del sesso s’è modificata massicciamente: dai rapporti vissuti come atti procreativi si è passati a quelli relazionali, fino ad arrivare al sesso edonistico.
Però, in questa evoluzione del comportamento, i desideri del partner hanno sempre costituito un elemento fondante. «Nella testa del dipendente sessuale, invece no: non c’è posto per il mondo dell’altro», dice il sessuologo Willy Pasini, psichiatra e docente alla facoltà di medicina dell’Università Statale di Milano. «Il fuoco che divampa nel profondo di chi è preda della dipendenza sessuale brucia qualsiasi interazione col compagno. La corte? Macché: roba del tutto inutile. I bisogni dell’altro o dell’altra? Secondari. Quello che davvero conta è appagare la propria voglia di sesso».

Come spegnere questo fuoco profano? Innanzitutto è fondamentale iniziare a curare la dipendenza sessuale il prima possibile, senza lasciarsi inibire dalla vergogna o dalla convinzione di non riuscire a dominare i propri comportamenti. L’obiettivo da perseguire è il ritorno a una sessualità sana, attraverso la messa a fuoco delle ragioni che hanno causato questa schiavitù e la consapevolezza dei pericoli che alla lunga tale stato può comportare.
Il programma terapeutico più comune prevede un periodo di ospedalizzazione per spezzare in qualche modo l’impellenza biologica psicologica, a cui segue per una settimana la vecchia cura del sonno.
Infine c’è una psicoterapia di gruppo, dove si ricercano le origini antiche di queste urgenze sessuali, al fine di fissare dei nuovi paletti. Delle rinnovate coordinate esistenziali.
Archiviata questa fase d’attacco, il trattamento continua per vari mesi con una serie di sedute psicoterapeutiche ambulatoriali. Con una simile strategia, è possibile risolvere i sintomi socialmente più pericolosi. E la persona si sentirà meno pressata dall’ansia e dai pensieri ossessivi. Ritrovando alla fine se stessa e la sua autostima.

Gruppo San Donato

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E DELLA NINFOMANE

L’IDENTIKIT DEL SESSUOMANE. L’identikit del tipico dipendente sessuale maschio? Ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni, costantemente alle prese con una ridda di sensazioni e fantasie erotiche, che ossessivamente interferiscono con l’attività lavorativa e finiscono per generare problemi seri all’interno della relazione sentimentale.
Gli individui in questione sono come il dottor Jekyll e mister Hyde. In superficie: insospettabili, laureati, con un buon reddito, spesso sposati. Persone che di sé vogliono esternare l’immagine dell’uomo socialmente e psicologicamente forte. Irreprensibile. Ma, interiormente, sono ossessionati da impulsi malsani. Che, se non soddisfatti subito, portano ad assumere atteggiamenti anche perseguibili legalmente: dalla ricerca di materiale pornografico alla frequentazione delle prostitute, dalla navigazione selvaggia in Internet (a caccia di siti hard) alle molestie.
La differenza tra chi è sessualmente vitale e il dipendente? Semplice: in quest’ultimo non arde un desiderio fisiologico ma un bisogno patologico. Il sesso diventa un’esigenza primaria, sul cui altare tutto il resto può venire sacrificato: salute, famiglia, amici e lavoro. Dagli studi effettuati dal sessuologo Willy Pasini sulla popolazione italiana, attraverso un test diagnostico americano, il Sexual addiction screening test o Sast (Scala di valutazione della dipendenza sessuale), è emerso che il 6% circa dei maschi è addicted, dipendente.

L’IDENTIKIT DELLA NINFOMANE. Anche nell’universo femminile la dipendenza sessuale è una realtà non soltanto conosciuta ma pure in aumento. Sembra che la percentuale delle dipendenti, in Italia, si aggiri attorno al 2/3%.
Pare, poi, che nelle donne questa dipendenza si manifesti attraverso forme più passive di comportamento sessuale. Cioè a dire: attività voyeuristiche e rapporti con persone sconosciute. Parliamo delle cosiddette ninfomani, alla morbosa ricerca di contatti fisici, con incontri casuali e ripetuti (con l’istruttore della palestra, col collega d’ufficio, persino col tizio incontrato per caso al bar sotto casa).
Sono agitate da una spinta irragionevole verso il sesso: quando scatta la voglia urgente (come quella che affligge ogni tossicodipendente), possono addirittura allungare la mani, nel buio di un cinema, sul vicino spettatore. E arrivare a fare l’amore tra i cespugli di un giardino pubblico. Le ninfomani non vanno confuse con le mitomani e le erotomani. Le prime non vivono fisicamente e ossessivamente il sesso, ma su questo costruiscono storie del tutto immaginarie. Erotomani sono invece le donne alle prese con deliri a sfondo sessuale.
Edoardo Rosati – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2009

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