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Calli dei piedi: per la scienza sono utili

I calli non sono altro che l’ispessimento della pelle che si forma in seguito al continuo sfregamento o a una pressione ripetuta su una porzione di cute. Il nostro corpo reagisce producendo una grande quantità di cellule, che “costruiscono” uno strato di pelle morta, indurita e spessa. Il callo può fare male, quando la pressione continua spinge l’organismo a continuare a produrre cellule cutanee che arrivano negli strati più profondi, raggiungendo la zone dove ci sono le terminazioni nervose.

Harvard rivaluta i calli: possono essere molto utili 

I piedi sono sicuramente le aree più colpite dai calli. Di solito in molti procedono a toglierli o da soli o facendo la pedicure. Ora però uno studio dell’Università di Harvard li rivaluta, dimostrando che i calli in realtà sono utili. Secondo i ricercatori in forza al prestigioso ateneo nord americano questi ispessimenti cutanei sono in grado di proteggere la pianta del piede senza comprometterne sensibilità o andatura.

Gruppo San Donato

I risultati della ricerca 

I calli, in pratica, garantiscono una maggiore aderenza e protezione anche su terreni scomodi. Si formano sui piedi di chi è solito camminare scalzo. Al contrario le scarpe con suola ammortizzata riducono la sensibilità e alterano la forza trasmessa dai piedi alle articolazioni.

In molti hanno sostenuto nel tempo che i calli riducessero la sensibilità tattile del piede. L’esame in oggetto ha invece dimostrato che lo spessore del callo non altera la sensibilità dei nervi sulla pianta dei piedi.

Meglio le scarpe basse per le articolazioni 

Di conseguenza le calzature con suole sottili, rigide e non ammortizzate potrebbero essere le migliori per le nostre articolazioni, a differenza di quello che si sostiene da molte parti.

Uno studio del Rush University Medical Center di Chicago aveva già dimostrato che le scarpe basse aiutino chi soffre di osteoartrite alle ginocchia. I ricercatori hanno messo a confronto quattro tipi di calzature, per capire quali sono gli effetti sulle articolazioni delle ginocchia. La «sfilata» comprendeva zoccoli come quelli che usano gli infermieri, calzature tecniche studiate apposta per dare stabilità alla camminata, normali scarpe da ginnastica basse e le flip-flop, vale a dire le comuni ciabatte infradito.

I ricercatori hanno studiato l’effetto dei quattro modelli su 31 persone (10 uomini e 21 donne) che soffrono di osteoartrite alle ginocchia. Bene: a sorpresa, le migliori performance sono proprio quelle di scarpe da ginnastica e infradito. Questo perché sono il tipo di calzature che più si avvicinano al piede nudo, il miglior modo di camminare senza sforzare le ginocchia. Sono basse, senza tacco e flessibili, al contrario degli altri due modelli: ideati per il comfort del piede, sembrano non essere invece amici delle articolazioni del ginocchio.
FONTE: Nature 

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