Salute

Paolo Veronesi: il caso di Sharon Stone insegna a non esagerare

Il presidente della Fondazione Veronesi spiega perché l'esempio dell'attrice dovrebbe convincere che la moderazione è la prima forma di prevenzione

Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Veronesi, commenta per OK la confessione di Sharon Stone sull’ictus che l’ha colpita a causa del troppo sport e coglie l’occasione per spiegare che la migliore forma di prevenzione sia conoscere il proprio corpo e moderare gli sforzi. Veronesi è professore associato di chirurgia generale all’Università Statale di Milano e direttore dell’unità di chirurgia senologica integrata allo Istituto europeo di oncologia di Milano.

La storia di Sharon Stone è preziosa per descrivere lo stato d’animo delle donne quarantenni: un’età splendida, ma difficile, in cui è importante cercare un nuovo equilibrio fra maturità e giovinezza. La sensazione di perdere il fascino della ragazza e il desiderio di mantenere un corpo da trentenne a tutti i costi, come racconta l’attrice, può indurre facilmente all’esagerazione, che è il peggior nemico per la salute e il benessere: troppa palestra, troppe diete, troppi impegni, troppo stress.

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Nel caso di Sharon Stone pare possa essere stato l’eccessivo esercizio fisico senza allenamento adeguato a causare la sua sindrome, ma il principio del «mai esagerare» va applicato a tutte le attività e agli stili di vita. Va detto che la moderazione è la regola d’oro della prevenzione a ogni età, ma nelle età di passaggio è ancora più valida.

L’idea che in Fondazione cerchiamo di trasmettere per proteggere la propria salute è quella della misura. Ognuno di noi deve trovare la via al proprio benessere commisurata al proprio progetto di vita, alla propria storia personale e anche alla propria età. Per tornare alle donne quarantenni, è importare ricordare inoltre che è il momento per loro di iniziare a pensare anche alla prevenzione secondaria, in particolare con un programma personalizzato di diagnosi precoce per il tumore del seno (scopri l’iniziativa della Fuv Pink is Good).

Abbiamo ormai la certezza che gli esami di diagnosi precoce, ecografia e mammografia, sono strumenti efficaci per combattere il cancro della mammella, che in Italia colpisce una donna su dieci. Se ci si avvicina a questi esami all’età giusta e con sistematicità, lo si fa anche con maggiore serenità. L’eventuale malattia infatti, se scoperta in tempo, spaventa meno, fisicamente e psicologicamente, perché si risolve con un intervento mininvasivo.È quindi buona regola generale abbinare la prevenzione primaria, attuata con un corretto stile di vita, alla diagnosi precoce delle malattie oncologiche più frequenti.

Contiamo che anche l’invito di Sharon Stone – a cui ci uniamo idealmente – alla consapevolezza e all’amore verso se stesse nella propria dimensione individuale, qualsiasi essa sia, possa dare un contributo in questa direzione.
Paolo Veronesi – OK Salute e benessere

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