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Per alleviare il dolore meglio incrociare le dita

Lo stratagemma dimostrato da ricercatori inglesi: muovere il dito che scotta spegne subito il dolore. Colpa di un inganno al cervello che può essere sfruttato per il dolore cronico

Incrociare le dita per scaramanzia? No, per ingannare il cervello e sentire meno male quando accidentalmente ci scottiamo o ci martellimo un dito. Lo dimostra un curioso esperimento condotto all’University College di Londra in cui è stata ricreata la scottatura da griglia, ma solo a livello di illusione: i partecipanti hanno prestato le loro dita a sollecitazioni di caldo-freddo-caldo, dimostrando che il dolore si percepisce e si smorza indipendentemente dallo stimolo. Sulle cinque dita, infatti, tutti i volontari hanno sentito scottare il dito medio anche quando sebbene questo fosse esposto a basse temperature, come se il calore con cui erano stimolate le dita accanto fosse ‘trasferibile’. L’effetto poi si potrebbe spegnere semplicemente muovendo il dito medio, quello che i partecipanti sentivano bruciare, sopra quello adiacente, l’indice o anulare. Ma cosa confonde il cervello nella percezione di un dolore localizzato? Sembra che il cervello valuti la posizione del dito nello spazio e non all’interno della mano. La controprova: stimolando il dito medio con il freddo, infine, il bruciore si riaccendeva all’istante.

L’esperimento condotto, sebbene solo sulle dita, dimostra come il movimento del corpo nello spazio possa essere sfruttato per alleviare il dolore. Nel caso della mano incrociando le dita, in un’altra circostanza è da valutarsi. I ricercatori ipotizzano che ingannando il cervello in questo modo si possa gestire anche il dolore cronico. «Sono in molti a soffrire di dolore cronico e il livello percepito può essere più alto di quello supposto per quel tipo di danno tissutale», ha spiegato Patrick Haggard, professore all’University College di Londra e primo autore della ricerca pubblicata su Current Biology. «La nostra ricerca prospetta la possibilità che i livelli di dolore (percepito) possano essere gestiti applicando stimoli aggiuntivi e avvicinando la parte del corpo (colpita) a un’altra».

Gruppo San Donato

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