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Hiv, forse un aiuto dal tarassaco

La notizia desta non poche perplessità e stupore nel mondo scientifico. Huamin Han e colleghi del Laboratory of Pathogenic Microbiology and Immunology (CASPMI), presso l’Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences di Beijing (Cina), avrebbero scoperto un’importante attività anti HIV-1 dell’estratto acquoso di tarassaco, la piantina conosciuta popolarmente con il nome di “dente di leone”, il cui fiore ricopre di giallo i prati in primavera.

La notizia desta non poche perplessità e stupore nel mondo scientifico. Huamin Han e colleghi del Laboratory of Pathogenic Microbiology and Immunology (CASPMI), presso l’Institute of Microbiology, Chinese Academy of Sciences di Beijing (Cina), avrebbero scoperto un’importante attività anti HIV-1 dell’estratto acquoso di tarassaco, la piantina conosciuta popolarmente con il nome di “dente di leone”, il cui fiore ricopre di giallo i prati in primavera.

Il tarassaco è da molti utilizzato come verdura da insalata, ma è noto anche e soprattutto per le sue proprietà depurative se assunto, per esempio, in forma di decotto delle radici. Oggi, grazie a uno studio cinese, pare possa giocare un ruolo importante nella lotta all’Aids, la sindrome da immunodeficienza acquisita, causata dal virus dell’immunodeficienza umana noto con il nome di HIV. Si tratta di una malattia immunosoppressiva, che si manifesta con infezioni opportunistiche, le quali, spesso, portano alla morte.
Uno dei principali problemi generali legati alla terapia farmacologica attuale è l’emergere costante di ceppi resistenti ai farmaci anti-HIV, con in più tutta una serie di effetti collaterali, più o meno gravi. Inoltre, i farmaci utilizzati nel controllo dell’Aids, scarseggiano – se non sono del tutto assenti – nei paesi in via di sviluppo.

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Da qui, dunque, la necessità – e la speranza – di trovare delle soluzioni alternative – o meglio, naturali – ai trattamenti convenzionali che possano offrire vantaggi senza gli stessi effetti collaterali. Se poi, la produzione è più semplice e meno onerosa, vi è la possibilità che questi rimedi possano essere distribuiti anche nei Paesi più poveri, dove l’incidenza della malattia è sempre più marcata.

Ecco allora che i ricercatori cinesi hanno voluto indagare gli effetti dell’estratto acquoso di tarassaco nei confronti dell’HIV-1.

In questo studio, gli scienziati si sono serviti del pseudotyped HIV-1 virus per valutare l’efficacia dell’estratto di tarassaco contro la replicazione del virus. Il livello di replicazione dell’HIV-1 è stato valutato in base alla percentuale di cellule GFP-positive, si legge su BMC Complementary and Alternative Medicine, su cui è stato pubblicato lo studio. L’effetto inibitorio dell’estratto tarassaco sull’attività della trascrittasi inversa è stato poi valutato mediante il kit di test della trascrittasi inversa.

I test di laboratorio sono stati condotti su cellule infettate dal virus. Alcune sono state trattate con l’estratto acquoso di tarassaco; le altre non hanno ricevuto il trattamento e hanno ricoperto il ruolo di gruppo di controllo. I valori ottenuti dai risultati dei test hanno mostrato che, rispetto alle cellule del gruppo di controllo, nelle cellule infettate il livello di replicazione dell’HIV-1 e l’attività della trascrittasi inversa sono diminuiti in modo dose-dipendente. I dati ricavati, dunque, suggeriscono che l’estratto di tarassaco ha una potente attività inibitoria contro replicazione dell’HIV-1 e l’attività della trascrittasi inversa, scrivono i ricercatori.

A conclusione dello studio, gli autori ritengono che «l’estratto di tarassaco ha mostrato una forte attività contro l’HIV-1 RT e inibito sia l’HIV-1 vettore e la replica retrovirus hybrid-MoMuLV/MoMuSV». «Questi risultati – sottolineano gli scienziati – forniscono un ulteriore supporto circa l’efficacia e il potenziale terapeutico del Taraxacum officinale. Estratti di questa pianta possono così essere considerati un altro punto di partenza per lo sviluppo di una terapia antiretrovirale con minori effetti collaterali».

Fonte La Stampa

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