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Dopo un tradimento: lasciare o perdonare?

Testo di Elisabetta Rotriquenz, psicologa e docente di psicologia giuridica all’Università di Firenze, sul suo BLOG In una coppia ci sono molteplici sfaccettature che collimano perfettamente e altre che fanno fatica a incastrarsi. Ma cosa fa funzionare davvero un rapporto di coppia?

Testo di Elisabetta Rotriquenz,
psicologa e docente di psicologia giuridica
all’Università di Firenze,
sul suo BLOG

In una coppia ci sono molteplici sfaccettature che collimano perfettamente e altre che fanno fatica a incastrarsi. Ma cosa fa funzionare davvero un rapporto di coppia? Una ricerca americana ha rilevato come l’aspetto che unisce di più (per il 90% degli intervistati) è la fedeltà, seguita da una vita sessuale felice (per il 70% degli intervistati) e in terza posizione la condivisione degli impegni domestici (per il 60% degli intervistati).

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Il primo dato è quello che fa più riflettere. Se questo è ciò che la gente pensa, perché allora ci sono così tanti tradimenti? E soprattutto perché molte persone li accettano senza reagire? È molto frequente sentir dire che qualche tradimento occasionale può capitare all’interno di un rapporto duraturo, che bisogna metterlo in conto e far finta di nulla. Anzi, se anche avvenisse, meglio non saperlo proprio.

Al contrario, se il tradimento si traduce in una storia parallela duratura, allora è tutto un altro paio di maniche. Si tratta di qualcosa di grave che può incrinare seriamente una relazione. È proprio vero che anche una scappatella occasionale non può essere altrettanto coinvolgente e sconvolgente di una storia parallela? Sicuramente grande importanza risiede nel momento storico della coppia. Normalmente se c’è sintonia a livello caratteriale e sessuale i rischi di un tradimento diminuiscono sensibilmente.

Esistono tuttavia tanti casi in cui il partner ha bisogno di tradire nonostante la relazione sia soddisfacente. Solitamente ciò avviene perché in questo modo si può mettere alla prova il proprio sex appeal, ricercando nell’approvazione altrui sicurezze e conferme su se stessi. Addirittura capita che le persone che non fanno sfoggio di relazioni extraconiugali nelle chiacchiere tra amici o amiche siano considerate un’eccezione. Se ne può dedurre che ciò abbia anche una forte valenza non solo per l’autostima, ma anche sull’immagine che si proietta all’esterno.

Indubbiamente la persona che «conquista», che ha successo in campo sentimentale, è ammirata dagli altri. Questa «stima» rimane anche quando la persona ha una relazione stabile, tanto che gli altri continuano ad avere aspettative entusiastiche circa sue eventuali e future conquiste.

C’è anche da chiedersi quando comincia l’infedeltà. È solo una questione fisica oppure è sufficiente il desiderio platonico frenato solo ed esclusivamente da questioni morali? È giusto allora essere fedeli a prescindere da qualsiasi problema o difficoltà della coppia e soprattutto quando l’istinto spinge in un’altra direzione?

La reazione al tradimento è qualcosa di assolutamente soggettivo. C’è chi non transige in nessun caso, per cui pone fine a un rapporto anche per una scappatella, e chi invece riesce ad ammortizzare bene qualche incontro occasionale se ciò non ha strascichi sentimentali. Nel primo caso si tratta di una persona esagerata e troppo rigida oppure nel secondo ci troviamo di fronte ad un individuo troppo distaccato o semplicemente realista? Molte persone vivono il tradimento come qualcosa di doloroso tale da prevedere un percorso interiore lungo e difficile che non necessariamente si conclude positivamente per il futuro della coppia. In questo caso il rapporto, l’immagine di se stessi e quella del partner saranno ridefiniti in base a ciò che è accaduto.

Altre persone rendono immediatamente pan per focaccia e si vendicano appena ne hanno l’occasione. Altre ancora vivono il tradimento come un pretesto per mettersi in discussione in modo costruttivo, assumendosene totalmente o parzialmente la responsabilità con lo scopo di cambiare per dare nuova linfa al rapporto.

È vero quindi che la crisi fa bene alla coppia? Una cosa è certa, chi vive il tradimento con sofferenza deve innanzitutto pensare a sé e a cosa desidera dal rapporto. In entrambi i casi ci vuole grande forza perché si può anche decidere di chiudere una relazione che dura da anni. Al contrario, se si sceglie di intraprendere la strada del perdono è necessario cercare di vivere la storia in un clima il più possibile sereno e non fatto di continui sospetti per la paura che il partner possa ricadere in tentazione. È evidente che in questo caso diventa davvero difficile pensare di tornare a essere una coppia con un suo futuro. Infine mi chiedo: esistono tradimenti di serie A e di serie B che come tali vanno gestiti e superati diversamente?
Elisabetta Rotriquenz

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