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Contraccezione: l’Italia è al 22esimo posto per accesso e conoscenze

Favorire la salute sessuale e riproduttiva della donna, educare alla corretta pianificazione familiare, invertire la rotta nel calo delle nascite ma anche educare all’utilizzo corretto della contraccezione. Sono alcuni temi proposti da Organon, unica azienda farmaceutica globale dedicata alla salute femminile, che ha riunito i massimi esperti in un evento scientifico-istituzionale dedicato alle grandi sfide socio-sanitarie dei prossimi anni.

Il calo delle nascite è un problema particolarmente sentito in Italia. Sta mettendo in crisi l’equilibrio generazionale e nel 2022 sta registrando un nuovo record negativo con soli 385.000 nuovi nati. «L’emergenza Covid, che secondo un’indagine condotta da Osservatorio Giovani ha indotto circa due coppie su tre a rinviare il progetto di una gravidanza o addirittura a rinunciarvi, ha acuito il problema innescato da fattori di lungo periodo: la mancanza di una corretta pianificazione familiare, la scarsa informazione sulla contraccezione e le difficoltà legate all’accesso tempestivo ai percorsi di fertilità e di procreazione medicalmente assistita» spiega Nicola Colacurci, Presidente SIGO-Società Italiana Ginecologia e Ostetricia.

Gruppo San Donato

La carenza di informazioni sulle possibili scelte contraccettive 

I dati di una recente analisi denominata NERAD dicono che nel nostro Paese una gravidanza su 4 non è pianificata e il 50% di queste esita in un’interruzione volontaria di gravidanza, con i conseguenti effetti importanti sulla salute psicofisica della donna. «Pesano soprattutto la carenza di informazioni sulle possibili scelte contraccettive e la quasi totale assenza di programmi educazionali sull’argomento che limita l’accesso alla contraccezione e il suo uso consapevole, mentre è in aumento l’impiego della contraccezione d’emergenza che già nel 2018 ha portato 548.684 donne a farne uso» avverte Rosetta Papa, Ginecologa e Docente all’Università Federico II di Napoli.

L’Italia – come rivela l’ultimo Atlante Europeo della Contraccezione redatto dall’European Parliamentary Forum for Sexual & Reproductive Rights (EPF) – si posiziona al 22° posto in Europa per accesso e informazione alla contraccezione. Secondo la ricerca “Lo stato dell’arte e i bisogni di formazione e informazione delle donne italiane in area contraccezione” – condotta da DoxaPharma su un campione di 1.000 donne italiane tra i 18 e i 40 anni e presentata nel corso dell’evento – una donna italiana in età fertile su tre non ha mai chiesto al proprio ginecologo informazioni sulla contraccezione, mentre il 48% si è informata attraverso Internet.

La conseguenza è che le donne si affidano soprattutto alle opzioni a loro note (pillola ormonale e preservativo), mentre è ancora limitata la conoscenza dei metodi contraccettivi non giornalieri che possono favorire la compliance della donna alla terapia come per esempio i contraccettivi reversibili a lunga durata d’azione (LARCs): quasi la metà delle donne è poco o per nulla informata sull’anello vaginale a durata mensile o sul cerotto e solo il 25% conosce l’impianto a lunga durata nel braccio.

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