Disabili

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Difficile scorgere quei volti tra le auto posteggiate e i passanti che camminano a passo veloce e testa bassa per non incrociare le sguardo. Tranne d’estate. In agosto anche gli invisibili diventano visibili. Passavo in macchina questa mattina per una Milano semideserta e la lunga fila di persone mi ha colpito. Era gente in coda per il pane.

Difficile scorgere quei volti tra le auto posteggiate e i passanti che camminano a passo veloce e testa bassa per non incrociare le sguardo. Tranne d’estate. In agosto anche gli invisibili diventano visibili. Passavo in macchina questa mattina per una Milano semideserta e la lunga fila di persone mi ha colpito. Era gente in coda per il pane.

Ammetto che l’unico ricordo di una scena simile deriva dalle foto viste in qualche museo… erano immagini legate alla povertà degli immigrati d’inizio secolo o di quella generata dalle grandi guerre. La povertà che torna, che avanza inesorabilmente anche nella ricca Milano. Possibile? Sì. Mi sono avvicinato con discrezione per osservare meglio queste persone: non vi ho trovato quelli che nella mia ignoranza definisco barboni di strada. Erano persone vestite in maniera normale, vestiti poveri, ma portati con dignità per nulla sciatte o trasandata, soprattutto anziani e in gran parte uomini. Pochi, a uno sguardo sommario, gli immigrati. Erano italiani.

Gruppo San Donato

Uomini e qualche donna, in tuta, con i capelli bianche dietro una cancella ad attendere il proprio turno per… per ricevere un tozzo di pane. Arrivato al computer ho cercato sul web il sito dell’Opera San Francesco che con tre centri distiribuisce pasti caldi, fornisce un alloggio e un bagno ai bisognosi. I numeri riportati sono impressionanti oltre 700 mila pranzi e cene servite all’anno, ovvero 2200 al giorno.

Ecco l’elenco dei principali alimenti consumati ogni giorno
Pasta: kg 220
Riso: kg 200
Pomodoro: kg 200
Olio di semi: lt 40
Olio d’oliva: lt 10
Frutta: kg 350
Pane: kg 200 equivalente a un consumo di circa 4000 panini

Dopo qualche ora ho ancora quella sensazione nel cuore, quel sentimento di disagio che si mescola con i sensi di colpa di chi ha molto e difficilmente si accontenta di quello che ha. Chi ha poco spesso per orgoglio e dignità si fa vedere meno. Resta invisibile mentre chi ostenta ricchezza tende ad apparire. Gli agiati nel pensar comune sono i vincenti, quelli da imitare: rappresentano l’obiettivo che tutti vorremmo raggiungere. Mentre i poveri sono i perdenti. In realtà i veri perdenti siamo noi che non riusciamo a sconfiggere queste sacche di povertà – in espansione- e indigenza che pesano come un macigno sulla nostra coscienza.

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio