Disabili

Che soddisfazione farsi dare del benpensante

Ieri sera, curiosando tra i blog, mi sono imbattuto in uno che riprendeva il mio articolo "Dire no al libro di Verga". Dimenticandosi del seguente e di un altro articolo. Ho letto con curiosità i commenti, ovviamente anonimi, e come mi attendevo li ho trovati particolarmente caustici. Sono un "benpesante che va a messa la domenica", un "cuore di ghiaccio perché non mi sono immedesimato nel papà di Moreno" (mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse tentato di immedesimarsi in Moreno, ma evitiamo la polemica). E, poi, ancora un'infermiera che mi ringraziava per«aver dato la possibilità a tutti loro di insegnarmi a capire la vita». Urca. Addirittura. Che soddisfazione

Ieri sera, curiosando tra i blog, mi sono imbattuto in uno che riprendeva il mio articolo “Dire no al libro di Verga“. Dimenticandosi del seguente e di un altro articolo. Ho letto con curiosità i commenti, ovviamente anonimi, e come mi attendevo li ho trovati particolarmente caustici. Sono un “benpesante che va a messa la domenica”, un “cuore di ghiaccio perché non mi sono immedesimato nel papà di Moreno” (mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse tentato di immedesimarsi in Moreno, ma evitiamo la polemica). E, poi, ancora un’infermiera che mi ringraziava per«aver dato la possibilità a tutti loro di insegnarmi a capire la vita». Urca. Addirittura. Che soddisfazione

La soddisfazione nasce dal fatto che mi hanno criticato e preso di petto come avrebbero fatto con un non disabile senza sapere che vivo una disabilità – seppure motoria. Il post in questione, volutamente forte e  polemico, è uno di quelli che in questo blog mi ha più arricchito perché ha generato una bellissima discussione in cui ci siamo confrontati. Fare il blogger significa anche prendere posizione controcorrente per far discutere. Vorrei essere accusato cento volte di perbenismo se questo mi permettesse di offrire ai lettori – ed egoisticamente anche a me stesso – il confronto e la discussione, quella intelligente, quella che fa conoscenza.

Gruppo San Donato

Quasi quotidianamente metto la mia faccia su queste pagine e su quelle di inVisibili. Scendo in campo in prima persona per testare le cose di cui parlo come si faceva nei giornali prima che il web imprimesse un’accelerazione a cui difficilmente si può tenere testa. Le critiche, purché non scadano negli insulti, fanno bene fanno crescere. Alla soglia dei 40 anni sentirmi dire da una persona anonima che mi vuole insegnare a “capire la vita” sinceramente mi può strappare solo un sorriso ironico.

Mi ha seccato l’ammetto. Se nel caso dei commenti su questo blog mi sono sentito arricchito e mai offeso, nel caso di ieri sera sono rimasto infastidito. Forse più dalla forma anonima che dai contenuti.

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