Riso rosso fermentato e colesterolo: attenzione agli effetti collaterali

Riso rosso fermentato e colesterolo: attenzione agli effetti collaterali

Gli integratori a base di riso rosso fermentato non vanno assunti con leggerezza: possono danneggiare muscoli e fegato

Chi soffre di colesterolo elevato non deve utilizzare con leggerezza gli integratori a base di riso rosso fermentato: un recente studio coordinato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss) e pubblicato sul British Journal of Clinica Pharmacology sui preparati a base di riso rosso fermentato ha messo in evidenza i possibili effetti collaterali su muscoli e fegato. Abbiamo approfondito l’argomento con Gabriela Mazzanti, professore ordinario di Farmacognosia presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “Vittorio Erspamer” di Sapienza – Università di Roma tra gli autori dello studio.

Integratori a base di riso rosso fermentato: come agiscono? Sono davvero così “naturali”?

Il riso rosso fermentato è ottenuto facendo fermentare il riso con un lievito, il Monascus purpureus, che gli conferisce il colore rosso. Il principio attivo prodotto, la monacolina K, presente negli integratori, è chimicamente simile alla lovastatina e dunque agisce come una statina. Quindi oltre agli effetti benefici (inibisce la sintesi del colesterolo, abbassando quello plasmatico) può causare anche una serie di reazioni indesiderate. Perciò è importante tenere presente che i possibili effetti collaterali sono i medesimi.

Quali sono gli effetti collaterali?

Già prima dello studio dell’Iss erano emerse evidenze scientifiche, anche a seguito di segnalazioni da parte di pazienti, sugli effetti collaterali dei preparati a base di riso rosso fermentato. Questo studio, però, raccoglie molti casi, in un lungo periodo, ed è quindi molto approfondito e dettagliato: si è basato su 1261 segnalazioni raccolte dal sistema di sorveglianza delle sospette reazioni avverse a prodotti di origine naturale, nel periodo compreso tra aprile 2002 e settembre 2015. Le segnalazioni riguardanti integratori a base di riso rosso fermentato sono state 55.

I principali effetti indesiderati sono a carico dell’apparato muscolare e del fegato. Nel primo caso si possono verificare dolori muscolari, innalzamento dei livelli di alcuni enzimi (CPK) e miopatie. I danni ai tessuti muscolari, più o meno gravi, possono culminare nella rabdomiolisi (rottura delle fibre muscolari). Ci possono essere anche danni a carico del fegato.

Quali categorie di persone sono più a rischio?

Le persone che hanno già avuto reazioni indesiderate alle statine. Da questo studio emerge che molti tra coloro che hanno assunto questi preparati, in precedenza avevano avuto reazioni avverse con i farmaci a base di statine, comunemente utilizzati per abbassare il colesterolo.

Il riso rosso fermentato è ritenuto “naturale” e molti, di conseguenza, pensano che non possa avere conseguenze analoghe spiacevoli. Invece in questo preparato esiste una molecola, la monoclina K appunto,  che ha la struttura di una statina e che agisce con lo stesso meccanismo.

Riso rosso fermentato sì o no?

L’equazione naturale=sicuro, non vale più. Per una patologia importante come l’ipercolesterolemia, bisogna evitare il “fai da te” e rivolgersi prima di tutto al medico.

I preparati a base di riso rosso fermentato sono facilmente accessibili, non necessitano di prescrizione medica, ma non vanno assunti con leggerezza. È sempre consigliabile chiedere un parere sul loro utilizzo al medico o al farmacista.
Oggi molti preparati sono venduti come integratori alimentari, ma spesso, sono farmaci a tutti gli effetti e di naturale hanno poco.

Come comportarsi se si soffre di colesterolo alto?

Dipende dal livello di colesterolo. Se l’ipercolesterolemia è lieve, borderline, è importante cambiare alimentazione e stile di vita: già in questo modo gli effetti benefici non tarderanno a manifestarsi e il valore potrebbe essere contenuto nei limiti accettabili.

Se l’ipercolesterolemia è seria, è necessaria una terapia farmacologica. In entrambi, i casi, comunque, si tratta di una patologia da non sottovalutare e gli integratori, anche se “naturali”, non vanno assunti senza un parere medico.

Eliana Canova

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