Fumare in casa aumenta il rischio di cancro ai polmoni per tutta la famiglia

Fumare in casa

Uno studio americano conferma che i residui della combustione del tabacco che rimangono nell'aria possono aumentare il rischio di neoplasia polmonare. A rischio soprattutto i bambini

I rischi del fumo di terza mano erano nell’aria da tempo. Proprio come i residui della combustione del tabacco che lo caratterizzano e che rimangono sui capelli, sui vestiti e in generale nell’ambiente in cui vengono accese le sigarette o in cui vivono fumatori.

I dati preliminari

Essendo un fenomeno di recente scoperta, fino a poco tempo fa i rischi del fumo di terza mano erano solo ipotizzati. «I dati preliminari ci dicono che, anche se in misura minore, il fumo di terza mano espone agli stessi pericoli del fumo passivo» ci spiegava in questa intervista Eugenio Baraldi, professore di Pediatria all’Università di Padova. «Inoltre, uno studio recente su cellule umane dimostra che il fumo di terza mano può causare alterazioni del Dna e quindi innescare dei processi che possono predisporre a varie malattie croniche».

Lo studio di conferma

Oggi queste ipotesi sono confermate da uno studio americano, che ha rivelato come le sostanze derivate dal fumo che si depositano sulle superfici possano aumentare il rischio di cancro ai polmoni. La ricerca è stata condotta dal National Lawrence Berkeley Laboratory e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Science.

Un mix tossico

Lo studio ha dimostrato che alcune delle sostanze residue della combustione del tabacco che rimango nell’ambiente interagiscono con le molecole dell’aria creando un mix tossico. Questa “miscela” include composti in grado di danneggiare il Dna fino a provocare tumori. I test, condotti sui topi, hanno dimostrato che a 40 settimane dall’ultima esposizione al fumo di terza mano gli animali mostravano un’aumentata incidenza di cancro ai polmoni.

Pericoloso soprattutto per i bambini

Molti genitori pensano che fumare lontano dal proprio bambino non esponga all’inalazione delle sostanze cancerogene derivanti dalla combustione di tabacco. In realtà, le evidenze scientifiche sul fumo di terza mano ci dicono esattamente il contrario. In più, degli studi condotti negli Stati Uniti e in Cina hanno confermato che la presenza dei residui di fumo negli ambienti interni è molto diffusa e che i metodi di pulizia tradizionali non sono efficaci nel rimuoverli. L’esposizione al fumo di terza mano si può verificare con l’inalazione, l’ingestione o l’assorbimento attraverso la pelle dei residui. Particolarmente vulnerabili i bambini, che gattonando e mettendo oggetti in bocca, hanno maggiori probabilità di venire a contatto con superfici contaminate.

 

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