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Caso Astori: la malattia che uccide gli atleti

Il Corriere della Sera ha pubblicato i risultati di una nuova consulenza chiesta dalla Procura di Firenze sulla scomparsa di Davide Astori. La malattia che ha ucciso il capitano della Fiorentina è la fibrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena. La stessa patologia ha ucciso in passato molti atleti. Di cosa si tratta?

Colpisce all’improvviso e in due casi su dieci non lascia tracce. Uno studio dell’Università di Padova ha analizzato oltre 800 episodi di morte improvvisa che ha colpito giovani sotto i 35 anni. La causa più comune è la cardiomiopatia aritmogena. Il 25% di quelli colpiti era un atleta. Questo perché lo sport aumenta di cinque volte il rischio di morire.

È una malattia genetica

È una malattia genetica poco frequente, che colpisce la parte destra del cuore. La difficoltà nella diagnosi sta soprattutto nel fatto che può avere un’evoluzione rapida. Quindi a un controllo medico per l’attività agonistica la situazione può sembrare del tutto normale. Spesso la morte improvvisa sopraggiunge nel sonno, o quando la persona è comunque a riposo.

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La diagnosi

Il primo campanello d’allarme può avvenire dall’elettrocardiogramma, ma la diagnosi viene fatta con un ecocardiogramma e la risonanza magnetica. Risulta comunque complicata da diagnosticare, anche perché potrebbe essere scambiata per una semplice aritmia.

L’aritmia cardiaca

Per aritmia cardiaca si intende un’alterazione della normale attività elettrica del cuore. Il sintomo più frequentemente associato a questi disturbi è rappresentato dalle palpitazioni: generalmente sono avvertite in risposta a un ritmo cardiaco irregolare e/o accelerato. Possono essere di durata diversa a seconda della lunghezza dell’evento aritmico ed essere accompagnate da affanno, stanchezza, sensazione di mancamento o sincope con perdita transitoria dello stato di coscienza. Ci possono essere due tipi di aritmie:

  • le bradi-aritmie (bradicardia) determinano una diminuzione della frequenza dei cicli cardiaci. Tra queste annoveriamo, ad esempio, i blocchi di conduzione atrio-ventricolare e i blocchi di branca. Nelle forme più gravi e sostenute, le bradi-aritmie possono condurre all’asistolia, cioè ad arresto transitorio o permanente dell’attività elettrica e contrattile cardiaca;
  • le tachi-aritmie (tachicardia, extrasistolia) provocano un aumento della frequenza cardiaca.

La terapia

Vengono impiantati dei dispositivi capaci di dare uno shock elettrico al cuore quando dovesse verificarsi un’aritmia.

 

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