Cancro: l’immunoterapia più efficace della chemio per molti tumori

Immunoterapia

Arriva una vera e propria rivoluzione nella cura di molti tumori dal Congresso della Società Europea di Oncologia Medica. Dati significativi per il tumore al polmone, per quelli a testa e collo e per il cancro al rene

Una rivoluzione nella cura contro il cancro. È questo il messaggio che arriva dal Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) in corso a Copenhagen, in Danimarca. Sono sempre di più infatti gli studi che dimostrano come l’immunoterapia, che fa leva sul nostro sistema immunitario per combattere il cancro, sia l’arma decisiva contro un numero sempre crescente di tumori.
Gli immunoterapici funzionano in maniera molto diversa rispetto alla chemioterapia e agli anticorpi monoclonali, proprio perché agiscono stimolando la risposta del sistema immunitario nei confronti del tumore. Normalmente infatti il tumore si «nasconde» al nostro sistema immunitario, riesce a sfuggirgli: i farmaci immunoterapici sbloccano alcune proteine sulle cellule del sistema immunitario e quindi ripristinano la sua funzionalità nei confronti del tumore.

Già erano note le applicazioni dell’immunoterapia per i tumori al polmone, al fegato e per il melanoma, ma ora ci sono risultati promettenti per il cancro di rene, vescica, testa-collo, per i mielomi e alcuni linfomi. Inoltre stanno per partire sperimentazioni per verificare l’efficacia dell’immunoterapia anche nella cura dei tumori rari, come quelli pediatrici e i sarcomi.

I successi maggiori si sono avuti nel trattamento del tumore al polmone, per il quale si è arrivati a una riduzione del 47% del rischio di mortalità, grazie all’impiego di una nuova molecola.

Durante il congresso sono stati mostrati anche i dati relativi all’uso del nivolumab per il cancro che colpisce la testa e il collo: una ricerca ha dimostrato che i pazienti che hanno assunto questo farmaco hanno avuto un tasso di sopravvivenza maggiore – il 36% – , rispetto a quelli curati con la chemioterapia, che si ferma al 17 per cento. È un dato molto importante perché questo tipo di tumore lascia poche chance di vita a chi ne è colpito, perché generalmente viene scoperto troppo tardi. Il successo dell’immunoterapia è maggiore nei pazienti positivi al papilloma virus.

Un altro studio ha evidenziato ottimi risultati anche per la cura del cancro al rene, combinando il nivolumab a un altro farmaco. I primi dati di un progetto che ha coinvolto 94 pazienti con uno stato avanzato di tumore al rene hanno mostrato che il nivolumab insieme all’ipilimumab hanno ottenuto una significativa riduzione del cancro nel 40% dei pazienti. In una persona su dieci il tumore è addirittura scomparso. La terapia standard ottiene una riduzione in appena il 5% dei pazienti.

Francesco Bianco

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