Vanessa Gravina: «Da ragazzina ho temuto di diventare cieca»

vanessa gravina

«Un difetto ai filtri dei riflettori sul set mi ha causato un’abrasione della cornea. Nel giro di un mese sono guarita, ma ancora oggi sono sensibile alla luce»

Avevo solo 13 anni quando ho rischiato di compromettere la vista per una lesione della cornea. Era il 1987 e in quel periodo ero impegnata con Andrea Roncato e Gigi Sammarchi nelle riprese della serie tv Don Tonino, dove vestivo i panni della giovane Sara.
Quella era stata una giornata particolarmente intensa, una delle rare in cui avevo partecipato a tutte le scene. Lo sottolineo perché, se mi fossi esposta meno ai riflettori di scena, non avrei subito un danno così grave.

Sono tornata a casa con le gote arrossate

Ripensandoci, anche se al momento non ci avevo dato peso, sul set avevo sentito più calore del solito, tanto da ritrovarmi con le guance arrossate una volta a casa. Ricordo che dopo cena sono crollata tra le braccia di Morfeo, ma che in breve tempo mi sono svegliata in preda a un dolore insopportabile agli occhi. Avete presente Betty, la protagonista del film Opera di Dario Argento? Ecco, mi sentivo come lei, con degli spilli sotto le palpebre.

Tutta colpa dei riflettori

Potevo a malapena a tenere socchiusi gli occhi, diventati gonfissimi, ma non riuscivo a mettere a fuoco. Lacrimavo come una fontana e dentro sentivo divampare l’inferno. Ero terrorizzata, temevo di diventare cieca. Mamma non ha perso tempo e mi ha portato di corsa al pronto soccorso, dove lo specialista che mi ha visitato ha diagnosticato un’abrasione della cornea, ovvero del tessuto trasparente che riveste la superficie anteriore dell’occhio. Fortunatamente, una lesione non profonda e quindi curabile. Abbiamo poi scoperto che a provocarla era stata una disfunzione dei filtri dei riflettori. Ecco perché avevo sentito tanto caldo quel giorno sul set! Detto questo, il recupero non è stato veloce.

Sono guarita nel giro di un mese

Per facilitare la guarigione sono dovuta restare bendata per tre giorni e ho dovuto usare una pomata antibiotica con il cortisone, ma prima di tornare a recitare sono passate tre settimane. E ho iniziato a sentirmi davvero bene solo dopo un mese. Inoltre, da allora sono diventata più sensibile alla luce forte. Se non proteggo gli occhi dal sole, per esempio, si presenta il problema della lacrimazione. E lo stesso mi accade dopo le recite a teatro, per cui sono costretta a cenare in locali con luci soffuse o a indossare gli occhiali da sole anche di sera.

Vanessa Gravina (testimonianza raccolta da Nicole Cavazzuti per OK Salute e Benessere)

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