Maria Grazia Cucinotta: «La mia vita con la dislessia»

Maria Grazia Cucinotta

A scuola pensavano che non mi applicassi e i miei compagni mi prendevano in giro perché leggevo aiutandomi con il dito. La recitazione mi ha aiutata

Per fortuna oggi anche in Italia c’è più sensibilità e informazione sull’argomento, ma ai miei tempi a scuola i dislessici come me venivano semplicemente valutati come pigri e svogliati. Per tutti gli anni trascorsi sui banchi mi sono dovuta scontrare contro il pregiudizio degli insegnanti che, ignorando cosa fosse questo disturbo dell’apprendimento, nei colloqui con mia madre ripetevano sempre lo stesso ritornello: «Sua figlia è intelligente ma non si applica, si distrae spesso e quindi rende poco».

Quando ero tesa facevo scena muta

Timida ed emotiva, ero perennemente vittima di scherzi e vessazioni da parte dei compagni di classe perché leggevo aiutandomi con il dito e spesso invertivo o saltavo le parole. L’ansia, l’imbarazzo e il nervosismo ovviamente giocano un ruolo molto importante: quanto più ero tesa, tanto più facilmente finivo con il fare scena muta.

Anche a casa mamma e papà mi sgridavano perché non mi applicavo. Non li biasimo né rimprovero per questo, intendiamoci. Non avevano gli strumenti per capire che quella mia difficoltà nel leggere ad alta voce e quella tendenza a invertire i vocaboli e le lettere non erano la conseguenza di uno studio superficiale, ma di un disturbo specifico dell’apprendimento. Del resto, io stessa per anni non mi sono capita né accettata. Fin da bimba mi rendevo conto di pensare e di leggere a mente molto velocemente, ma non avevo intuito che proprio per questo avevo difficoltà di espressione, sia nella scrittura che nel parlato. Il fatto è che voce e mano non riescono a tenere il passo con la mia testa.

Credits. Foto: Adolfo Franzò. Styling: SANDRA VERNI (Cortina d’Ampezzo) per outfit TWIN SET. Make Up: Emanuele [email protected] Beauty. Hair: Mara Giannini @ Making Beauty. Gioielli: GRANOCCHIA Fine Art (Cortina d’Ampezzo). Supporto Organizzativo: Maddalena Mayneri per CORTINAMETRAGGIO. Si ringrazia GRAND HOTEL SAVOIA (Cortina d’Ampezzo). Sponsorship Contributors: EMBLEMA Sunglasses – CUBEOLO ODT

Ho imparato ad ascoltare il mio corpo

Da adulta, grazie alla recitazione ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a curare la respirazione e a tenere il ritmo nella lettura ad alta voce. Inoltre ho maturato una maggiore sicurezza e consapevolezza dei miei mezzi e, di conseguenza, il disturbo si è stemperato. Nessun problema, quindi? Non proprio.

Per esempio, il lavoro di doppiaggio può risultarmi molto faticoso se mi imbatto in parole con tante vocali: vado in tilt e mi mangio le sillabe. E poi, non riesco a leggere lunghe sequenze di numeri se non dividendole in blocchi e quando sono stanca continuo a invertire l’ordine di vocaboli e cifre. Non avete idea di quante volte abbia dato al contrario il mio numero di cellulare, con conseguente figuraccia da diva capricciosa! Per consolarmi, penso sempre a quegli studi scientifici che dimostrano che i dislessici sono dotati di creatività e intelligenza superiore alla media.

Maria Grazia Cucinotta

Testimonianza raccolta da Nicole Cavazzuti per OK Salute e benessere maggio 2016

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