Bambini

Immunizzazione virus sinciziale funziona: ricoveri dimezzati

L’immunizzazione dei neonati con l’anticorpo monoclonale nirsevimab ha ridotto di circa il 50% accessi in pronto soccorso e ricoveri per RSV nei bambini sotto l’anno di età

L’immunizzazione dei neonati con l’anticorpo monoclonale nirsevimab ha ridotto in modo drastico l’impatto del virus respiratorio sinciziale (RSV) in Lombardia. Nella stagione 2024-2025 i ricoveri e gli accessi in pronto soccorso per infezioni da RSV nei bambini con meno di un anno sono diminuiti in media del 50% rispetto agli anni precedenti. Il dato emerge da un’analisi dei flussi sanitari regionali pubblicata sulla rivista Emerging Infectious Diseases, periodico dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi.

La campagna con nirsevimab dimostra che prevenire il virus respiratorio sinciziale è possibile e che l’immunizzazione dei neonati può tradursi in benefici clinici immediati e misurabili. In un contesto in cui l’RSV è tornato a circolare più di prima, i dati lombardi indicano una strada concreta per proteggere i più piccoli e ridurre il peso delle infezioni respiratorie pediatriche.

Cos’è il virus respiratorio sinciziale e perché è pericoloso nei neonati

Il virus respiratorio sinciziale è una delle principali cause di infezioni delle basse vie respiratorie nei bambini piccoli. Nei neonati e nei lattanti può provocare bronchiolite e polmonite, spesso richiedendo il ricovero ospedaliero, soprattutto nei primi mesi di vita. Dopo il periodo pandemico, durante il quale la circolazione del virus era crollata, l’RSV ha ripreso a diffondersi con un’intensità superiore all’era pre-Covid, mettendo sotto pressione pronto soccorso e reparti pediatrici.

Immunizzazione virus respirazione sinciziale: la campagna lombarda con nirsevimab

Per rispondere a questa nuova ondata di infezioni, la Regione Lombardia ha avviato una campagna di immunizzazione universale dei nuovi nati con l’anticorpo monoclonale nirsevimab, progettato per offrire una protezione diretta contro il virus respiratorio sinciziale.

L’offerta è partita inizialmente:

  • nei centri vaccinali,
  • negli ambulatori dei pediatri.

per poi essere estesa direttamente ai punti nascita ospedalieri, semplificando l’accesso alla profilassi. Complessivamente sono stati immunizzati oltre 60.000 neonati, pari al 79,2% dei bambini nati in Lombardia.

Immunizzazione virus respirazione sinciziale: accessi e ricoveri per RSV in forte calo

L’impatto della campagna è stato netto e misurabile. Nei bambini con meno di 12 mesi:

Accessi in pronto soccorso:

  • circa 3.500 nei due anni precedenti,
  • 1.918 nella stagione 2024-2025.

Ricoveri ospedalieri:

  • circa 2.400 nei due anni precedenti,
  • 1.240 dopo l’introduzione dell’immunizzazione.

Una riduzione media intorno al 50%, che ha alleggerito in modo significativo la pressione sui servizi sanitari pediatrici.

Non è diminuita la circolazione del virus: la prova scientifica

Un punto chiave sottolineato dai ricercatori è che il virus non circolava meno. Se la riduzione dei casi fosse dipesa da un calo generale dell’RSV, l’effetto sarebbe stato osservato in tutte le fasce di età.

In realtà:

  • nei bambini sotto l’anno, immunizzati con nirsevimab, i casi sono crollati,
  • nei bambini tra 1 e 5 anni, che non hanno ricevuto l’anticorpo, le visite in pronto soccorso per infezioni delle basse vie respiratorie sono aumentate del 70,6% rispetto alle attese.

Questo rafforza l’evidenza che la riduzione dei ricoveri sia direttamente attribuibile all’immunizzazione, e non a fattori esterni.

Nirsevimab: perché fa la differenza

A differenza di un vaccino tradizionale, nirsevimab è un anticorpo monoclonale che fornisce una protezione immediata e prolungata per tutta la stagione epidemica. Questo lo rende particolarmente adatto ai neonati, il gruppo più fragile nei confronti dell’RSV, e permette di prevenire le forme più gravi di malattia fin dalle prime settimane di vita.

Un modello per il resto d’Italia?

I risultati lombardi suggeriscono che una strategia di immunizzazione estesa e capillare può:

  • ridurre drasticamente ricoveri e accessi in pronto soccorso,
  • proteggere i bambini più piccoli nel momento di massimo rischio,
  • limitare l’impatto stagionale dell’RSV sul sistema sanitario.

Non a caso, l’esperienza della Lombardia viene ora osservata con interesse anche a livello nazionale e internazionale come modello di sanità pubblica.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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