Pidocchi: ecco come si prendono ed eliminano

In Toscana una mamma ha utilizzato della benzina per debellare i pidocchi dalla testa della figlia e ora, a causa di una fiamma che ha innescato un incendio, sono entrambe gravi. Ecco tutte le indicazioni per eliminare i parassiti

Pidocchi: cos’è successo in Toscana

Un impacco a base di benzina per eliminare i pidocchi dalla testa di una bambina. No, non è la sceneggiatura di un film horror ma il racconto di un fatto di cronaca realmente accaduto pochi giorni fa in Toscana. Una mamma ha pensato bene di ricorrere a questo “rimedio casalingo” per liberare la figlia dai parassiti, ma il suo gesto avventato è costato caro a entrambe. La vicinanza di una fiamma, infatti, ha dato fuoco al preparato, causando ustioni di secondo e terzo grado al viso e agli arti della bimba e della madre, ricoverate rispettivamente all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e al Centro Grandi Ustionati di Pisa. E voi siete sicuri di sapere tutto su come si prendono e debellano i pidocchi? Sfogliate la gallery per scoprirlo.

Cosa sono i pidocchi

La pediculosi è un’infestazione molto comune provocata dai pidocchi, cioè piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che colpiscono soprattutto i bambini in età scolare (specialmente nella fascia di età tra i 3 e gli 11 anni) e i loro genitori.

Come agiscono

I pidocchi agiscono come parassiti e si nutrono pungendo la parte del corpo colpita, cioè cuoio capelluto, corpo o pube, depositando un liquido che causa intenso prurito. La caratteristica fondamentale dei pidocchi è quella di vivere, quasi esclusivamente, sul corpo umano, poiché non possono vivere a lungo lontani dall’ospite.

Come si trasmettono

Contrariamente a quanto si crede, i pidocchi non “saltano” da una testa all’altra perché non sono in grado di spostarsi autonomamente. Il contagio, invece, avviene toccando la persona che ha già questa parassitosi o attraverso lo scambio di effetti personali infestati, come spazzole, cappelli, asciugamani, cuscini, biancheria da letto, sciarpe, elastici e fermagli.

Dove si prendono più facilmente

Poiché i pidocchi colpiscono soprattutto i bambini, il contagio è più frequente nei luoghi popolati dai più piccoli e nei quali vi sono molte occasioni di contatto, cioè scuole, palestre, oratori, piscine e camping. Bisogna sottolineare che questi parassiti infestano chiunque, indipendentemente dall’igiene personale.

Come ci si accorge della presenza
dei pidocchi

Purtroppo non ci si può accorgere immediatamente della presenza dei pidocchi perché le prime punture non provocano alcun fastidio. Il motivo? Nella loro saliva c’è una sostanza che inizialmente toglie la sensibilità. Dopo qualche settimana, però, il bambino o l’adulto iniziano a provare un forte prurito locale, avvertendo addirittura il movimento del parassita sul cuoio capelluto.

È necessario ispezionare la testa

La certezza dell’infestazione si ha solo quando si trovano i pidocchi vivi e le loro uova. Per fare ciò, è necessario ispezionare attentamente la testa del bambino (o dell’adulto) magari con l’aiuto di una lente di ingrandimento in un ambiente ben illuminato.

Come debellare i pidocchi

Per debellare i pidocchi è necessario trattare i capelli e il cuoio capelluto con un prodotto antiparassitario specifico, che si può trovare in farmacia sotto forma di shampoo, gel, creme o mousse. I prodotti presenti in commercio, tuttavia, vanno utilizzati esclusivamente per la cura della parassitosi e non per prevenirla.

Permetrina: una delle sostanze più efficaci

La permetrina è una delle sostanze antiparassitarie più efficaci, in grado di uccidere sia i pidocchi vivi sia le uova. L’emulsione all’1% si può impiegare per tutti i tipi di pediculosi, applicando sui capelli puliti un sottile strato di prodotto da lasciare agire per 10 minuti e da rimuovere con abbondante risciacquo.

C’è anche il malathion

Un trattamento di seconda scelta, da utilizzare solo nei casi in cui si sospetta una resistenza alla permetrina, è il malathion, un antiparassitario organofosforico rapidamente attivo contro pidocchi e lendini. Il gel allo 0,5% deve essere spalmato in modo uniforme sui capelli asciutti e sulla pelle sottostante e lasciato in sede per almeno 10 minuti; successivamente va asportato con un accurato lavaggio.

Utilizza il pettinino

Dopo il trattamento con un antiparassitario specifico, è necessario utilizzare un pettinino d’acciaio per rimuovere le uova. Bisogna pettinare ciocca per ciocca, partendo dalla radice del capello. La rimozione è facilitata se questo strumento è bagnato o se versiamo una soluzione al 50% in acqua di aceto sulla capigliatura, in grado di diminuire l’adesione delle uova ai capelli.

Ecco come disinfettare la biancheria

Dopo aver accertato l’infezione, bisogna mettere in atto alcuni accorgimenti per disinfettare la biancheria, gli indumenti e gli oggetti. Per prima cosa, è opportuno lavare lenzuola, federe, vestiti e cappelli in acqua a 60 gradi. Tutti gli oggetti e i giocattoli che sono entrati in contatto con la persona con parassitosi vanno lasciati all’aria aperta per almeno 48 ore (i pidocchi non sopravvivono a lungo lontani dal cuoio capelluto) o conservati in sacchetti di plastica per 2 settimane. Infine, è necessario lavare e disinfettare accuratamente pettini, spazzole, elastici e fermagli in acqua molto calda per circa 20 minuti.

Non bisogna mettere “in quarantena”
il bambino

La circolare del Ministero della Sanità n. 4 del 13 marzo 1998 prevede «restrizioni della frequenza di collettività fino all’avvio di idoneo trattamento di disinfestazione, certificato dal medico curante». Pertanto, stando a queste indicazioni, se si seguono scrupolosamente le regole per eliminare i pidocchi, il bambino può tornare a scuola il giorno successivo al primo trattamento.

Alcune raccomandazioni

È possibile mettere in atto alcune precauzioni, che sono le sole in grado di poter evitare la trasmissione dei pidocchi e ridurre il rischio di contagio. Innanzitutto, è bene che i bambini imparino fin da subito a non scambiarsi oggetti personali come pettini, spazzole, elastici, fermagli, asciugamani e cappelli, che potrebbero essere già infestati. Bisogna insegnare loro a non ammucchiare capi di vestiario e asciugamano, soprattutto negli spogliatoi delle palestre. Infine, in età scolare, è sempre meglio controllare periodicamente la testa dei più piccoli (anche quando non hanno alcun sintomo).

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