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Mangiare frutta grassa abbassa il rischio di infarto

Uno studio americano sottolinea come la frutta secca, l'avocado e i semi oleosi siano particolarmente utili nella prevenzione dell'attacco cardiaco

Frutti grassi e salute del cuore. Il loro rapporto è stato al centro di una importante ricerca svolta negli Stati Uniti che ha dato risultati molto importanti. Mangiare olive o avocado riduce il rischio di attacco cardiaco, soprattutto se scelte al posto di burro, formaggio e salumi.

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo, Italia inclusa. In Europa sono responsabili del 37,1% di tutti i decessi, vuol dire circa 1.700.000 morti l’anno. In Italia muoiono per questo motivo più di 220.000 persone ogni anno.

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Mangiare almeno due porzioni di frutti grassi alla settimana riduce il rischio di avere un attacco cardiaco del 21 per cento. La stessa cosa non accade però con l’ictus. A rivelarlo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American Heart Association.

Quali sono i frutti grassi?

  • Il frutto più grasso in assoluto è la nocciola con 61 grammi ogni cento grammi,
  • la noce ne ha 54 grammi ogni etto,
  • le mandorle 50 grammi per cento grammi,
  • il cocco ne contiene quasi 34 grammi ogni etto,
  • l’avocado quasi 15 grammi ogni cento,
  • le olive con 11 grammi ogni etto di frutto.

Naturalmente non esiste un alimento che da solo posso essere salvifico. Questo studio mette in evidenza il ruolo di quelli che vengono definiti i grassi buoni. Ancora una volta l’associazione dei cardiologi americani sottolinea come la dieta giusta per il cuore sia proprio quella mediterranea.

Frutti grassi e salute del cuore: quanto diminuisce il rischio di attacco cardiaco?

I ricercatori hanno analizzato i dati di più di 68.000 donne e 41.000 uomini. Tutti partecipavano a due studi molto importanti, il Nurses’Health Study e l’Health Professionals Follow-up Study. Tutti i partecipanti non avevano sviluppato tumori, né problemi coronarici e neanche ictus all’inizio della ricerca. Il team di ricerca li ha seguiti per 30 anni con analisi ogni 4. Per capire l’impatto dei frutti grassi ognuno mangiava una mezza tazza di avocado al giorno invece della stessa quantità di uova, yogurt, formaggio, margarina, burro o carne processata. Il loro rischio di avere un attacco cardiaco è sceso tra il 16 e il 22 per cento. Quindi non basta mangiare frutti grassi, ma limitare il consumo di cibi che contengono lipidi ritenuti potenzialmente dannosi per il cuore.

Il ruolo dei grassi buoni

I ricercatori non hanno trovato differenze se al posto dell’avocado i volontari sceglievano di mangiare noci, olive o cocco. Tutti questi frutti hanno proprietà nutrizionali molto simili. Sono tutti ricchi di grassi monoinsaturi e polinsaturi, fibre, vitamine e sali minerali.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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