Dieta e cancro: le scoperte che hanno cambiato il nostro modo di mangiare

Anno dopo anno, la ricerca scientifica ha messo in luce il legame tra dieta, stili di vita e insorgenza di tumori. Oggi sappiamo che molte neoplasie sono prevenibili seguendo un'alimentazione sana

Cancerogeni chimici

Negli anni Sessanta si sviluppa la ricerca su specifiche cause di cancro legate all’alimentazione grazie alla diffusione degli studi di tossicità. In questo periodo arrivano i primi significativi risultati: vengono identificati alcuni cancerogeni chimici, usati anche nei cibi industriali, che in seguito saranno vietati ed eliminati.

Stili di vita e tumori

Nel 1967 uno studio dei ricercatori Wynder e Shigematsu dimostra che gli immigrati giapponesi negli USA si ammalano, dopo qualche anno, di tumori simili a quelli degli americani e non di quelli più tipici del loro Paese di origine. Si conferma così il ruolo degli stili di vita nello sviluppo dei tumori.

Fibre e tumore al colon

Nel 1969 l’oncologo Parsons Denis Burkitt ipotizza che la mancanza di fibre nella dieta occidentale possa contribuire allo sviluppo del cancro del colon. Tutto partì dalle sue osservazioni in Africa, dove il ricercatore rivelò una relazione tra la bassa incidenza di neoplasie del colon in alcune regioni africane e l’elevata assunzione di fibre.

Paese che vai, malattia che trovi

Nel 1973 l’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione diffonde i primi dati di incidenza del cancro divisi per Paese. I numeri e i tipi di tumore variano molto da popolazione a popolazione: un’indicazione che le cause possano essere legate ad ambiente e stili di vita (e quindi che i tumori si possano prevenire), oltre che a caratteristiche genetiche tipiche di ciascun Paese.

Sale e tumore allo stomaco

Nel 1975 vengono pubblicati alcuni studi sulla relazione tra conservazione dei cibi sotto salebassi livelli di vitamina C e cancro dello stomaco. Oggi è noto come una dieta ricca di amidi, grassi, cibi affumicati o salati (che contengono nitriti e nitrati precursori di cancerogeni) ne possano favorire l’insorgenza. Negli stessi anni altri studi collegano direttamente il consumo di alcol al cancro della gola, in particolare quando combinato al fumo di tabacco.

Meno grassi per prevenire

Nel 1981 due epidemiologi britannici, Richard Doll e Richard Peto, stimano che il 30-35% dei tumori possa essere prevenuto con una dieta caratterizzata da meno grassi e carne e più frutta e verdura. I due esperti sono stati tra i primi a effettuare degli studi sui rapporti tra alimentazione e cancro.

Linee guida di alimentazione

La National Academy of Sciences statunitense pubblica nel 1982 il primo grande rapporto su cibo e cancro che comprende linee guida per la corretta alimentazione: riduzione del 30% delle calorie totali, più frutta, verdura e cereali integrali, abolizione dei cibi affumicati e pochissimo alcol.

Il ruolo dell’alcol

Negli anni Novanta vengono pubblicati molti studi che confermano la relazione tra alcuni cibi e il cancro ed evidenziano altre associazioni fra gli stili di vita e lo sviluppo di tumori. Risultano correlati il consumo di alcolici (oggi sappiamo essere fattore di rischio per 7 tipi di cancro) e i tumori del colon e del seno.

Dieta varia, non restrittiva

L’epidemiologa italiana Silvia Franceschi osserva che per la prevenzione del cancro una
dieta varia è migliore di una dieta sana ma molto restrittiva.

Frutta e verdura come prevenzione

Gli epidemiologi Steinmetz e Potter dimostrano che le diete ricche di vegetali e frutta (comprendenti quindi fibre, sostanze antiossidanti e altri micronutrienti) riducono il rischio di ammalarsi.

Dieta mediterranea ottima
per la prevenzione

In questi anni il ruolo fondamentale per la salute di ciò che mangiamo viene confermato anche da due studi realizzati grazie al contributo di AIRC. Il primo è EPIC: nel 2004 si chiude la raccolta dati sulle abitudini di vita degli europei. I risultati indicano che la dieta mediterranea è il modello alimentare più efficace nella prevenzione del cancro. Il secondo è lo studio DIANA, dedicato alle donne con cancro del seno, con lo scopo di mettere in luce i pregi della dieta mediterranea contro le recidive del cancro.

Il ruolo dei flavonoidi

Nel 2012-2013 i dati EPIC evidenziano che il consumo di flavonoidi (antiossidanti
contenuti in molti cibi di origine vegetale) riduce il rischio di cancro gastrico. Si conferma inoltre il rischio associato al consumo di carni lavorate.

Obesità come fattore di rischio

Nel 2014 da EPIC arrivano altre informazioni, che dimostrano come l’obesità costituisca un fattore di rischio per molti tipi di tumori, in particolare se aumenta la circonferenza addominale: un accumulo di tessuto adiposo intorno alla vita è più pericoloso del grasso distribuito in modo uniforme.

Quello che sappiamo oggi

 

Quello che sappiamo oggi

Il legame tra alimentazione e tumori è oggi chiaro e riconosciuto da tutta la comunità scientifica internazionale. Alla luce della scoperte fatte, gli esperti hanno delineato delle linee guida per una dieta sana in grado di prevenire l’insorgenza di tumori. Come spiega l’AIRC, per mangiare sano non è necessario consumare alimenti esotici o fare ricorso a integratorifarmaci. Basta seguire alcune raccomandazioni ispirate essenzialmente alla dieta mediterranea.

La dieta da seguire

Privilegiare il consumo di cereali integrali al posto di quelli raffinati, non dimenticarsi le porzioni di frutta e verdura giornaliere (almeno 4-5 al giorno), sostituire le proteine animali con quelle vegetali dei legumi, preferire la carne bianca e il pesce alla carne rossa, evitare del tutto i prodotti insaccati ed evitare, o cercare di ridurre, il consumo di alcolici (soprattutto super alcolici; un bicchiere di vino al giorno è accettato). Poi stare attenti a dolci e sale e usare come condimento l’olio extra vergine di oliva. In tutto ciò, infine, non dimenticare anche di praticare regolarmente attività fisica.

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