La dermatite atopica e la prurigo nodularis sono due malattie cutanee caratterizzate da prurito intenso e persistente, lesioni della pelle e, nel caso della prurigo nodularis, anche da noduli cutanei. Finora erano difficili da trattare e i sintomi, tra cui soprattutto il prurito, peggioravano nettamente la qualità di vita delle persone con queste patologie. Per fortuna oggi è disponibile un nuovo farmaco biologico, nemolizumab, che blocca una molecola prodotta dal sistema immunitario, l’interleuchina-31, coinvolta nell’infiammazione e nel prurito.
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Dermatite atopica e prurigo nodularis: il prurito compromette la qualità della vita
In Italia, la dermatite atopica interessa almeno 3 milioni di persone. Più rara, ma molto impattante, è la prurigo nodularis, per la quale si stimano circa 16 mila pazienti adulti. In entrambe le patologie, il prurito è spesso segnalato come uno dei sintomi più problematici per i pazienti: l’87% dei pazienti affetti da dermatite atopica dichiara di desiderare di liberarsi dal prurito, mentre il 75% dei pazienti affetti da prurigo nodularis riferisce che il
prurito persistente influisce negativamente sulla propria qualità di vita.
Nemolizumab è ora rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale
Proprio per questo l’approvazione della rimborsabilità di nemolizumab da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco rappresenta un passaggio importante. AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità del farmaco da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Nemolizumab è ora disponibile per uso sottocutaneo nel trattamento della dermatite atopica da moderata a grave nei pazienti dai 12 anni in su candidati alla terapia sistemica e negli adulti con prurigo nodularis da moderata a grave, anch’essi candidati alla terapia sistemica.
Gli studi clinici: il prurito diminuisce già dalla prima settimana
A sostenere l’approvazione sono anche i risultati degli studi registrativi di fase III ARCADIA 1, ARCADIA 2, OLYMPIA 1 e OLYMPIA 2. Nemolizumab ha mostrato un miglioramento clinico delle lesioni cutanee e una riduzione rapida e significativa del prurito e dei disturbi del sonno rispetto al placebo. Negli studi sulla prurigo nodularis il farmaco è stato valutato in monoterapia nei pazienti adulti, mentre negli studi sulla dermatite atopica
da moderata a grave è stato somministrato in combinazione con corticosteroidi topici di base, con o senza inibitori topici della calcineurina. Un sollievo significativo dal prurito è stato osservato già dalla prima settimana.
Come funziona nemolizumab
«Nemolizumab agisce in modo selettivo su quella molecola che fa da ponte tra la cute e le fibre nervose, responsabili del prurito. È quindi un farmaco assolutamente mirato, che rientra nel concetto moderno di target therapy. Non si va a somministrare cortisone o ciclosporina per spegnere completamente la risposta immunitaria, ma si agisce in modo selettivo sulla molecola che determina il prurito. I risultati sono molto incoraggianti, soprattutto su questo sintomo: già dopo un paio di giorni dalla somministrazione, il paziente può riscontrare una riduzione importante del prurito, fino ad arrivare progressivamente alla sua scomparsa», spiega Giuseppe Micali, Professore Ordinario, Direttore U.O.C. Clinica Dermatologica e Direttore della Scuola di Specializzazione in
Dermatologia e Venereologia dell’Università di Catania.
Perché bloccare l’interleuchina-31 può fare la differenza
«Oggi abbiamo una novità, un farmaco biologico che colpisce una citochina, l’interleuchina-31, considerata una componente fondamentale nello sviluppo di questa patologia neuro-infiammatoria. Questa citochina, infatti, genera infiammazione, ma stimola anche direttamente le terminazioni nervose, provocando il sintomo del prurito. Nemolizumab si lega al recettore dell’interleuchina-31 e ne blocca l’azione», sottolinea Angelo Valerio Marzano, Professore Ordinario e Direttore SC Dermatologia Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Milano.
Benefici anche sulla qualità della vita dei pazienti
Oltre al prurito cronico, i pazienti possono sviluppare disturbi di salute mentale e subire un carico psicosociale a causa della comparsa di noduli cutanei, che possono trovarsi in aree visibili del corpo e influire in modo significativo sulla fiducia in sé stessi e sulle interazioni sociali.
«La rapidità d’azione del farmaco è fondamentale, perché non solo evita il cronicizzarsi della malattia, se presa in tempo, ma soprattutto restituisce al paziente quella serenità necessaria nella vita quotidiana. Aiuta a rafforzare la fiducia nei confronti del medico e del farmaco. In questo modo si garantisce al paziente la possibilità di tornare a vivere. Non sempre si parla di remissione della malattia, ma della possibilità di riuscire a svolgere anche le più semplici attività quotidiane, come ognuno di noi merita», conclude Mario Coccioli, Presidente ANDeA, Associazione Nazionale Dermatite Atopica.




