L’introduzione di nuovi servizi non basta a rispondere ai cambiamenti nelle necessità dell’utenza. In un’Italia sempre più multietnica, il farmacista – come riscontro quotidianamente – svolge un ruolo cruciale nel dialogo con persone di culture diverse, diventando un ponte tra salute e background socio-culturali. Questo comporta un impegno costante per comprendere le differenze che influenzano l’approccio alla cura, così da offrire risposte adeguate, facilitare l’adesione alle indicazioni del medico ed essere un punto di riferimento sanitario affidabile per tutti i cittadini.
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Farmacia Sapori di Vignola: accanto ai neogenitori con consigli sullo svezzamento
Mi sta particolarmente a cuore il tema dell’accompagnamento dei giovani genitori durante lo svezzamento, per evitare carenze nutrizionali o rischi di allergie. È un’esigenza che riguarda soprattutto chi ha costumi differenti, ma anche molte famiglie italiane che, per mancanza di tempo o per informazioni scorrette reperite online, tendono a proporre ai bambini molto piccoli la stessa alimentazione degli adulti.
Negli ultimi anni ho notato un aumento delle lacune riguardo alle regole per un corretto svezzamento. Questo è dovuto anche alla diminuzione dei pediatri di famiglia che, sempre più oberati di lavoro e con poco tempo a disposizione, spesso danno per scontate alcune nozioni di base e si concentrano maggiormente sulla prevenzione dell’obesità, ormai molto diffusa anche tra i più piccoli. Da qui la decisione, presa con mia sorella Giulia, che gestisce insieme a me la farmacia (conosciuta a Vignola perché da oltre quarant’anni è attiva nel centro della città), di seguire corsi di formazione sull’alimentazione in generale e su quella infantile in particolare, così da poter essere di aiuto a molti genitori.
Un esempio recente: una mamma cingalese ha confidato a mia sorella che il pediatra, per proseguire con lo svezzamento della sua bimba, le aveva prescritto omogeneizzati di carne di manzo e vitello. Lei, però, esitava a seguirne le indicazioni perché nella sua cultura questi alimenti non si consumano e temeva potessero far male alla bambina. Quella conversazione è stata l’occasione per spiegarle l’importanza dell’apporto proteico e i rischi di eventuali carenze, rassicurandola sul fatto che non solo manzo e vitello, ma anche pollo e tacchino rappresentano ottime fonti proteiche.
Potrei citare molti altri episodi, soprattutto legati alla tendenza a offrire ai piccolissimi cibi destinati agli adulti, come le fragole, ormai disponibili tutto l’anno, ma molto allergizzanti. Qualche tempo fa è arrivato in farmacia un giovane papà preoccupato per il suo bimbo di otto mesi, che aveva diversi puntini pruriginosi su guance e braccia. «Sarà una reazione allo sciroppo prescritto dal pediatra?», mi ha chiesto, convinto che quella fosse la causa. Approfondendo con qualche domanda, ho scoperto che il piccolo mangiava spesso fragole, molto gradite a lui e ai genitori, che le portavano a tavola con l’idea di abituarlo alla frutta. Anche in quel caso ho colto l’occasione per dare qualche indicazione sui cibi più allergizzanti, da introdurre con cautela e in piccole dosi, consigliando inoltre di rivolgersi al pediatra di famiglia per valutare la possibile predisposizione del bambino alle allergie alimentari.
Guido Sapori




