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Sesso, quando lui non ci sa fare

Ecco tutti i consigli pratici e teorici dell'esperta per evitare che per diversi motivi lui possa fare cilecca

Lui non ci sa fare. C’è un vecchio detto popolare che dice che «nessuno nasce imparato» e ciò è vero, naturalmente, anche per le cose che riguardano il sesso. Indubbiamente una persona esperta si mostra più sicura di sé nell’atto d’amore e molto più frequentemente ha la sensibilità e l’abilità necessarie per portare il/la partner al piacere più intenso.

L’inesperienza 

L’inesperienza influisce soprattutto sulla prestazione maschile. L’apparato genitale femminile è molto più complicato di quanto non lo sia quello degli uomini. Inoltre, a complicare le cose, ci si mette anche una psicologia femminile, così attenta alle parole, agli odori, alle atmosfere.  Che indubbiamente rende tutto più difficile.

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L’importanza delle zone erogene 

Molte donne scoprono dopo diversi anni di matrimonio, magari attraverso un esperienza extra-coniugale, che la «frigidità» sessuale di cui pensavano di soffrire non era altro che una reazione all’incompetenza sessuale del proprio partner. Con un partner nuovo, più disinibito, più capace di esplorare le zone erogene per scoprire a quali la donna è maggiormente sensibile, la donna può provare per la prima volta l’orgasmo. Per scoprire un piacere sessuale che non aveva mai conosciuto e di cui, probabilmente, non immaginava l’esistenza.

Lui non ci sa fare: anche la teoria è importante

Sebbene fare l’amore sia la cosa più naturale del mondo, a volte molte persone non ci riescono. Forse dovrebbero fare un po’ più di «pratica» e rinunciare alla «teoria». Per «teoria» intendiamo ovviamente i convincimenti che si possono avere sull’atto sessuale e sul piacere. Derivano spesso da modelli culturali, da false credenze, pregiudizi o perfino racconti infantili sul sesso cui si continua a prestare fede anche in età adulta. Del resto l’educazione sessuale è cosa recente. Molto spesso gli adulti non hanno avuto un’educazione sessuale da parte di una persona esperta, di estrazione medica o psicologica, che abbia loro offerto informazioni scientifiche adeguate.

Sbagliato concentrare tutto sull’erezione 

Gli uomini che hanno molte più preoccupazioni e difficoltà nella prestazione sessuale di quanto non si pensi, più sono inesperti, più si concentrano sul loro organo sessuale e sulle loro fantasie. Questo per mantenere l’erezione e avere una performance sessuale di durata soddisfacente. Per lo stesso motivo, alcuni uomini non si curano dei preliminari per lubrificare la vagina e facilitare così l’introduzione del pene. Altre volte si avvicinano alla donna semplicemente con i genitali, senza usare le mani, pensando che ciò sia sufficiente per realizzare il coito.

Lui non ci sa fare: i dubbi dei maschi 

Pene e testicoli sono visibili e accessibilissimi, fin dalla più tenera età. Per quanto coperti dalle vesti sono lì, espliciti quanto lo è il naso. E rispondono con immediatezza alle stimolazioni, restituendo un facile piacere. Proprio il contrario di quanto accade nelle donne, che raggiungono conoscenza e coscienza della propria vagina e del proprio clitoride solo grazie a un processo di maturazione personale, tutt’altro che universale e scontato.

Ma c’è un altro motivo, più nascosto, per cui i maschi vanno più facilmente al sodo, al coito, senza perdere troppo tempo coi preliminari. L’erezione, non mi stanco di ripeterlo, è tutt’altro che una certezza e ogni maschio è portatore, sano o malato, di dubbi arcaici. «Ce la farò?», «Riuscirò ad avere e a mantenere l’erezione fino alla fine?». Naturale che queste ataviche incertezze suggeriscano di affrettare, per così dire, la pratica. In altre parole, molti maschi non si dedicano troppo ai preliminari per un reale o inconscio timore di non riuscire poi a penetrare o di perdere l’erezione durante l’amplesso. Ma perché, nonostante ciò, questi preliminari sono così importanti nella vita di coppia? E che cosa succede durante i preliminari?

Lui non ci sa fare: la terapia 

Quando questi pazienti arrivano in terapia, è necessario anzitutto fornire loro tutte le informazioni che riguardano la sessualità e sulle quali essi sembrano essere carenti, magari anche attraverso la consultazione di un libro illustrato, che chiarisca le posizioni e i gesti. In seguito, viene chiesto loro di dimenticare tutto ciò che sanno o pensano di sapere sulla sessualità (ciò che è stato loro insegnato in famiglia o dai compagni di scuola, ad esempio), per concentrarsi unicamente sulle loro sensazioni di piacere. Alla donna invece viene insegnato a non «subire» il rapporto, a essere partecipativa e propositiva, pensando anche a sé, perché i rapporti sessuali non somiglino più, nemmeno alla lontana, ai così detti «doveri coniugali».

Giulia Proietti 

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