Salute

Il nuovo intervento che ferma il glaucoma

La canaloplastica è una soluzione chirurgica giovane, meno invasiva di quella classica. I centri italiani specializzati

Per il glaucoma c’è una soluzione chirurgica giovane, ma densa di promesse e meno invasiva rispetto a quella classica. È la canaloplastica.
L’obiettivo è di far scaricare attraverso la sua via naturale l’umore acqueo in eccesso all’interno dell’occhio. Il rapporto tra il liquido che viene prodotto e quello che defluisce dev’essere tale da mantenere una giusta pressione all’interno (di norma, 15-16 millimetri di mercurio). Nel glaucoma accade che qualche intralcio ostacola il flusso. A quel punto la pressione aumenta, schiacciando il nervo ottico fino a danneggiarlo (guarda il disegno in pdf).
Il nuovo intervento si chiama canaloplastica e consiste nel ripristinare la funzionalità del canale di Schlemm, attraverso cui scorre l’umore acqueo. Immaginatelo come un anellino cavo, che abbraccia il bordo esterno della cornea, intorno all’iride.
«Nel glaucoma questo tunnel si presenta collassato, cioè ristretto», spiega Paolo Brusini, direttore della struttura operativa complessa di oculistica dell’Azienda ospedaliero universitaria Santa Maria della Misericordia a Udine. «In anestesia locale, si pratica sull’occhio un’incisione con un microbisturi, fino al canale di Schlemm. Qui viene immesso un microcatetere di 250 micron di diametro (un quarto di millimetro). E attraverso questo tubicino, che contiene una fibra ottica, si inietta materiale viscoso, per dilatare il condotto».

Tutto in 45 minuti
Il catetere percorre tutto il canale e fuoriesce dall’altra estremità. Quindi si lega alla sua punta un filo in materiale sintetico e si tira all’indietro: si porta via il microcatetere e si lascia il filo, che viene poi annodato strettamente all’altro capo, mantenendo dilatato il canale di Schlemm. Il tutto in 45 minuti circa.

Gruppo San Donato

L’intervento in oltre il 90% dei casi è capace di far diminuire la pressione oculare senza dare complicazioni visive.
La novità sta nel fatto che, invece di creare una via artificiale per far defluire l’umore acqueo come nella tecnica chirurgica tradizionale (trabeculectomia), viene ripristinata la funzionalità del canale naturale.
Problemi? Potrebbero verificarsi microperforazioni del canale di Schlemm. Eventi, però, rari e senza conseguenze gravi se l’intervento è condotto a regola d’arte. La canaloplastica è destinata ai pazienti che non abbiano mai sottoposto gli occhi ad altri trattamenti chirurgici, alle prese con un glaucoma scompensato, cioè con un’elevata pressione oculare che danneggia il nervo ottico, e che i colliri terapeutici comunemente impiegati per le cure non riescono proprio ad abbassare.

Dove fare l’operazione
La canaloplastica si pratica nel mondo dal 2006 e in Italia dal 2008. Richiede delicatezza manuale e attrezzature piuttosto costose.
Questi gli ospedali pubblici attrezzati per l’intervento.
Ospedale di Cuneo, tel. 0171.642205; 0171.642572
Ospedale di Ivrea (Torino), tel. 0125.414253
Clinica oculistica dell’Università di Verona, tel. 045.8122340
Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, tel. 0432.552747
Ospedale di Parma, tel. 0521.703103
Clinica oculistica universitaria di Pisa, tel. 050.992945
Ospedale Di Venere, Bari, tel. 080.5015397
Policlinico universitario di Bari, tel. 080.5592057
Edoardo Rosati – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2009


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