Salute

Fecondazione in vitro: il transfer degli embrioni

Come avviene la procedura? È dolorosa? E cosa si può fare e non fare dopo il trasferimento? Le risposte dell'esperta Luciana De Lauretis

Il transfer degli embrioni formati a seguito delle tecniche di fecondazione in vitro può essere fatto a vari stadi del loro sviluppo. Ci spiega quando e come, l’esperta Luciana De Lauretis, direttore del Centro Fertilità dell’Istituto Clinico Città Studi di Milano (puoi chiederle un consulto qui).

Quando avviene

La maggior parte dei centri procede al transfer degli embrioni quando sono allo stadio di 4-8 cellule, dunque al secondo o al terzo giorno dopo il pick-up. In un concepimento naturale, gli embrioni a questo stadio sarebbero ancora nelle tube, non nell’utero. Quindi, nella “finestra” dell’impianto, gli embrioni rimangono in utero in attesa di raggiungere lo stadio di sviluppo che consenta l’impianto. Alcuni ritengono che sia meglio effettuare il transfer a uno stadio di sviluppo più avanzato, quello di blastocisti (5 giorni dopo il pick-up). Si tratta di quello in cui fisiologicamente l’embrione inizierebbero a impiantarsi.

Gruppo San Donato

Come avviene?

La procedura consente di trasferire solo gli embrioni che si sono dimostrati in grado di sopravvivere fino a uno stadio relativamente avanzato di sviluppo, evitando di trasferire quelli che cessano di svilupparsi nei primi giorni dopo la fecondazione degli ovociti. Questa tecnica, comunque, non aumenta la probabilità di ottenere una gravidanza e richiede delle risorse tecnologiche importanti. La scelta del tempo del trasferimento, quindi, dipende dal caso clinico particolare. Gran parte dei centri tende a trasferire in terza giornata dopo il pick-up degli ovociti.

Quanti embrioni vengono trasferiti

La scelta dipende da molti fattori. In primis dalla qualità degli embrioni e l’età della donna. Un altro criterio, è il numero di tentativi di impianto falliti in precedenza. Generalmente, trasferire più embrioni significa aumentare la probabilità di una gravidanza, ma anche il rischio di una gravidanza multipla. Un evento considerato negativo per la prognosi della gravidanza sulla madre e sulla salute dei feti. Buona pratica clinica è quella di trasferire il minor numero di embrioni possibile. Una elevata percentuale di gravidanze gemellari è un indice negativo nella valutazione di qualità di un Centro PMA.

La procedura

Il transfer degli embrioni è una procedura semplice e quasi sempre totalmente indolore, simile a un’inseminazione in vivo intrauterina. Gli embrioni vengono aspirati insieme a una piccola quantità di liquido di coltura in un sottile catetere, che viene inserito nel canale cervicale fino ad arrivare nell’utero, dove gli embrioni vengono depositati sull’endometrio. La tecnica migliore prevede il trasferimento sotto guida ecografia transaddominale. È importante che il transfer degli embrioni nell’utero avvenga nel modo più rapido e dolce possibile. Non devono soffrire sbalzi di temperatura e non devono rimanere alla luce troppo a lungo. Inoltre, il transfer deve avvenire senza traumi per l’endometrio e senza perdite di sangue.

Che fare dopo il transfer?

Si discute molto su quale sia il comportamento e la terapia da seguire nei giorni successivi il transfer. Bisogna attenersi a particolari regole o si può fare una vita normale? Bisogna assumere dei farmaci per aiutare l’impianto degli embrioni? Sul tema ci sono opinioni molto diverse. La maggior parte delle evidenze scientifiche, tuttavia, suggerisce che il riposo, o addirittura l’immobilità assoluta, non aumentano minimamente le probabilità di una gravidanza e che si tratta di precauzioni del tutto inutili. Il consiglio, quindi, è quello di fare una vita normale, senza sforzi e stress eccessivi nei giorni successivi al transfer degli embrioni.

Cosa evitare di fare nei primi giorni 

Ecco alcune cose che di solito i ginecologi consigliano di evitare nei primi giorni:

• fare attività che comportino salti e vibrazioni (come ginnastica o corsa);
• esporsi a calore eccessivo (saune, bagni caldi, sole);
fumare, assumere caffeina, fare uso di alcool e droghe.

Qualunque farmaco eventualmente prescritto deve essere continuato fino al momento del test di gravidanza ed eventualmente oltre, se il test sarà positivo.

Le altre fasi della Fivet 

Analisi per la donna – Analisi per l’uomo – Soppressione – Stimolazione – Pick-up –Prelievo del seme – Prelievo degli spermatozoi dai testicoli – Fecondazione – Transfer degli embrioni

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