Salute

Covid: si è molto contagiosi nei primi 5 giorni in cui si hanno sintomi

Il più importante studio svolto finora dimostra come dopo cinque giorni dalla comparsa dei sintomi si abbassi significativamente il numero di coronavirus vitali, quindi quelli capaci di replicarsi. Importantissimo entrare in isolamento alle prime avvisaglie

Quando si è al massimo delle possibilità di infettare altre persone? Si è molto contagiosi nei primi cinque giorni dalla comparsa dei sintomi. La parola fine sulla disquisizione su quanto si sia contagiosi e fino a che punto arriva da uno studio imponente svolto dall’Università britannica di Saint Andrews.

Molto contagiosi nei primi giorni di sintomi: isolarsi subito è fondamentale

I ricercatori hanno spiegato che i pazienti hanno il più alto livello di virus nei primi giorni della malattia, anche se il coronavirus può restare vivo, quindi può replicarsi anche fino a nove giorni dall’inizio dei sintomi. Rimanere isolati in casa appena si hanno le prime manifestazioni è quindi cruciale per cercare di fermarne la diffusione. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica the Lancet Microbe.

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Naturalmente l’infettività dipende da molti fattori, soprattutto da quanto siano vitali i virus all’interno dell’organismo. I ricercatori in forza all’ateneo britannico hanno analizzato un’ottantina di ricerche svolte in tutto il mondo su questo argomento. Sono stati analizzati i dati di molti ospedali, tra cui anche alcuni italiani.

Molto contagiosi nei primi giorni di sintomi: dopo il coronavirus perde man mano la possibilità di replicarsi

Dall’analisi dei campioni raccolti da pazienti positivi, il team di ricerca ha potuto capire che il picco di presenza di coronavirus vitale c’è nei primi cinque giorni dalla comparsa dei sintomi. Frammenti inattivi dell’RNA del virus possono essere rinvenuti ancora nei campioni presi da naso e gola anche fino a 17 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. I frammenti inattivi dell’RNA non sono però in grado di infettare. Ecco perché alcuni Paesi, tra cui la Francia, hanno deciso di ridurre l’isolamento a sette giorni dalla scomparsa dei sintomi.

Gli esperti tornano a sottolineare quanto sia importante quindi porsi immediatamente in isolamento volontario alle prime avvisaglie della comparsa del virus. Di conseguenza la maggior parte delle persone è sottoposta a un tampone oro faringeo quando praticamente non è più infettivo o non lo è più molto.

La questione degli asintomatici: se si entra in contatto con un positivo, subito in quarantena

Basandosi su studi che hanno preso in esame solo persone ricoverate negli ospedali, la meta analisi non si occupa degli asintomatici. Gli autori sottolineano che alcuni lavori hanno dimostrato che sia possibile essere contagiosi anche quando non si hanno sintomi. Ecco perché è estremamente utile la quarantena. Significa in pratica che appena si sa che si è stati in contatto con un positivo, chiudersi immediatamente in casa permette di dare un forte impulso alla lotta contro la diffusione del coronavirus.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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