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Sai che c’è anche un terzo tipo di diabete?

I casi sono in crescita anche grazie alla maggior consapevolezza dei medici. Quali sono i sintomi e le differenze con gli altri due tipi? Quale terapia bisogna seguire?

Cos’è il diabete LADA? Stanno aumentando le diagnosi di questo tipo di diabete che si colloca tra quello di tipo 1 e quello di tipo 2. Fino al 10% dei diabetici inizialmente classificati come diabetici di tipo 2 ne sono affetti.

Si chiama LADA, dall’inglese Latent Autoimmune Diabetes in Adults, in italiano diabete autoimmune a lenta evoluzione verso l’insulino-dipendenza.

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Diabete LADA: per alcuni esperti è di tipo 1,5 a metà strada tra il tipo 1 e il tipo 2

Il diabete di tipo 1 è chiamato anche diabete giovanile, perché appare in genere nella prima parte della vita. Spesso compare quando si è bambini o adolescenti. Sappiamo che è una malattia di origine genetica, a differenza di quello di tipo 2 che deriva generalmente da cattivi abitudini alimentari e da sedentarietà. Secondo alcuni esperti il diabete LADA è il diabete di tipo 1 nell’adulto, tanto che alcuni lo chiamano diabete di tipo 1,5.

Diagnosi insidiosa, spesso viene confuso con il diabete di tipo 2

Come si diceva all’esordio dei sintomi, i medici curano questi pazienti come se avessero il diabete di tipo 2. Seguono la dieta, fanno attività fisica e vengono prescritti loro degli ipoglicemizzanti orali. Dopo un paio di anni circa i sintomi peggiorano e hanno bisogno di seguire la terapia a base di insulina, come chi ha il diabete di tipo 1.

Il primo problema che si incontra in questi casi è proprio la diagnosi. Non ci sono ancora standard diagnostici che ci possano dire con chiarezza che si tratta di LADA.

Quali sono i campanelli di allarme del diabete LADA?

Ci sono però dei campanelli di allarme:

  • in genere arriva prima dei cinquant’anni di età,
  • i pazienti sono normopeso, quindi non sono obesi né tanto meno sovrappeso,
  • non hanno sindrome metabolica,
  • hanno storie in famiglia di diabete di tipo 1 o di altre malattie autoimmuni,
  • iperglicemia che non scende neanche con gli ipoglicemizzanti orali.

Non essendoci standard diagnostici sono indicazioni statistiche di massima. Quindi può capitare di avere diabete LADA anche se si sia in sovrappeso e ad esempio si abbiano più di 50 anni.

Di solito la diagnosi arriva in modo casuale dopo un esame del sangue di routine o fatto per qualche altro problema di salute. Generalmente il medico pensa al diabete di tipo 2, senza procedere all’esame per individuare gli auto-anticorpi.

Differenze tra il diabete LADA e il diabete tipo 2

Come si diceva, spesso il diabete autoimmune LADA è asintomatico o comunque non ha le manifestazioni tipiche del diabete di tipo 2. In più il paziente ha un peso normale, ma ha maggiori difficoltà a tenere sotto controllo i valori della glicemia anche con gli ipoglicemizzanti orali. L’arrivo dell’insulino-dipendenza è però più rapida nei diabetici LAD rispetto ai diabetici di tipo 2.

Quali sono le terapie?

Gli obiettivi della terapia sono essenzialmente due:

  1. il controllo dell’iperglicemia,
  2. la prevenzione dell’insorgenza di complicanze.

La terapia farmacologica prevede l’uso dell’insulina, della metformina e di alcuni ipoglicemizzanti orali, come i tiazolidinedioni.

Quali sono le complicanze del diabete LADA?

Mancano studi definitivi sulle complicanze. Dal punto di vista statistico, però, sono più comuni le complicanze microvascolari e macrovascolari, anche se sono normopeso e non hanno sindrome metabolica.

Il rischio cardio-vascolare è simile a quello dei diabetici di tipo 2 ma se questa complicanza sviluppa iperglicemia persistente il rischio può diventare maggiore.

La chetoacidosi è una complicanza a lungo termine del diabete LADA, particolarmente dopo che si è manifestata l’insulino-dipendenza.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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