News

I cartoni stile Spongebob? Rallentano i bimbi

Testo di Federica Sgorbissa, psicologa e direttore di OGGI SCIENZA Chissà se anche Peppa Pig ha lo stesso effetto, mia figlia la adora. Fatto sta che un gruppo di ricercatori dell’Università della Virgina ha osservato che bastano 9 minuti di Spongebob (celebre cartone animato sulla vita di una spugna – dal disegno io all’inizio credevo fosse un pezzo di Emmenthal – che vive sotto il mare e fa un sacco di cose senza senso) per rimbambire i bambini di 4 anni (guarda caso l’età di mia figlia).

Testo di Federica Sgorbissa,
psicologa e direttore di OGGI SCIENZA

Chissà se anche Peppa Pig ha lo stesso effetto, mia figlia la adora. Fatto sta che un gruppo di ricercatori dell’Università della Virgina ha osservato che bastano 9 minuti di Spongebob (celebre cartone animato sulla vita di una spugna – dal disegno io all’inizio credevo fosse un pezzo di Emmenthal – che vive sotto il mare e fa un sacco di cose senza senso) per rimbambire i bambini di 4 anni (guarda caso l’età di mia figlia). Angeline Liliard e colleghi naturalmente non si sono espressi così, ma il succo è quello: pochi minuti di cartone animato ad alta frequenza di immagini (scene molto veloci, cambi rapidi) – come Spongebob appunto – peggiorano drasticamente la funzione esecutiva a pochi minuti dalla visione.

Gruppo San Donato

Per funzione esecutiva gli psicologi sperimentali intendono tutto ciò che ha a che fare con la pianificazione, il controllo e la coordinazione del sistema cognitivo. In pratica i bambini dopo aver guardato Spongebob sono rallentati nel fare, decidere di fare, risolvere problemi cognitivi e in generale mantenere focalizzata l’attenzione.

Nell’esperimento sono stati testati 60 bambini di 4 anni (omogenei rispetto per esempio alle ore di televisione guardate ogni giorno e su altre dimensioni, come emerge dai questionari completati dai genitori). I bambini erano assegnati a tre gruppi: uno guardava 9 minuti di Spongebobb, un altro 9 minuti di un cartone animato educational (con un ritmo molto più blando , un cambio di scena ogni 34 secondi in media, contro gli 11 di Spongebob) e un ultimo disegnava per nove minuti (un’attività in cui il ritmo è controllato dal bambino stesso).

Dopo la visione i bambini dovevano eseguire una serie di test: completare una torre di Hanoi, contare dei numeri all’indietro, eseguire un compito testa-alluci-ginocchia-spalle (dovevano toccarsi la testa se lo sperimentatore diceva alluci, gli alluci se diceva testa e così via…) e un test di ritardo della gratifica (potevano avere dieci biscotti se aspettavano il rientro dello sperimentatore, oppure solo due ma immediatamente). I test erano eseguiti anche in cieco per controllare se le aspettative dello sperimentatore avessero un effetto sulla performance.

Risultato: solo Spongebob riduceva drasticamente la performance in tutti i test, mentre le altre due attività non avevano effetti negativi.

In letteratura sono già noti gli effetti negativi a lungo temine del guardare troppa televisione sulla performance cognitiva, ma nulla si sapeva su quelli a breve termine. Liliard spiega che ancora non sono del tutto chiari i motivi di questo calo di performance ed è probabile che siano collegati da un lato alla velocità con cui si alternano le immagini, dall’altro alle situazioni assurde (e dunque completamente nuove e da codificare da zero nella mente dei bambini ) proposte da questo cartone animato (ma sono tantissimi i cartoni simili in voga fra i bimbi).

Il ritmo serrato delle immagini avrebbe un effetto negativo perché cattura l’attenzione in maniera automatica, «dal basso», sensoriale insomma, e quindi non stimolerebbe per nulla l’uso focalizzato (diretto dalle funzioni cognitive dall’alto) dell’attenzione (ricordate cosa dicevo sul rimbambirsi?).

La morale è sempre quella: ok un po’ di cartoni, ma «suddai, muovi quel culetto e vai a giocare fuori».
Federica Sgorbissa

GUARDA ANCHE:
Tv: i genitori bocciano 12 programmi spazzatura
Bambini davanti alla tv

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio