News

Dopo le protesi al seno, allarme sui filler antirughe

Il prossimo scandalo dell'industria della chirurgia estetica saranno i filler anti-invecchiamento secondo gli esperti del settore

Il prossimo scandalo dell’industria della chirurgia estetica saranno i filler anti-invecchiamento, mentre i pazienti sono a rischio per le scappatoie alla legge. Citando esperti del settore, lo scrive il quotidiano The Times, sottolineando che nel Regno Unito i filler iniettabili in vendita sono 160 e che possono essere acquistati e usati da chiunque, con rischi per i pazienti riconducibili alla scarsa qualità dei prodotti e a procedure non controllate.

Al contrario negli Stati Uniti, dove i filler sono farmaci controllati dalla Fda (Food and Drug Administration), soltanto sei prodotti hanno ottenuto il via libera alla vendita. L’avvertimento degli esperti è arrivato mentre i ministri sono alle prese con lo scandalo delle protesi Pip difettose impiantate a decine di migliaia di donne inglesi. I funzionari del Dipartimento della Salute hanno ammesso che i controlli sul settore della chirurgia estetica sono stati troppo lassisti e che servono nuove regole. E la revisione già avviata per le pazienti con le protesi difettose, si legge, verrà allargata all’intero settore.

Gruppo San Donato

«Quello dei filler è un grosso business e sul mercato c’è di tutto», spiega a Repubblica Francesco D’Andrea della Sicpre, Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. «Ne esce uno nuovo ogni 2 o 3 mesi. Finisce che ci sono sostanze di produttori più piccoli e meno seri che possono dare problemi come infiammazioni o infezioni».

«Come per le protesi al seno, anche i filler hanno dei tagliandi di tracciabilità», conclude D’Andrea. «Bisogna che i pazienti li chiedano ai medici e li conservino. In generale dobbiamo rimettere mano a tutto il settore. Non ci dimentichiamo che esiste un mercato parallelo, alimentato da Internet. E bisogna anche fare attenzione che a fare le iniezioni siano i medici e non i chirurghi plastici».

Fonti Adnkronos e Repubblica

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio