Salute

Ernia cervicale, le cure e l’intevento

Dai farmaci alla fisioterapia. L'operazione chirurgico? In casi rari

Focus a cura di Gianluca Concardi (puoi chiedergli un consulto), fisiatra all’ospedale San Paolo di Milano.

L’ernia cervicale è la fuoriuscita del nucleo polposo di un disco intervertebrale nella parte alta della colonna, ossia le prime sette vertebre.

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CAUSE
Alla base c’è, quasi sempre, una predisposizione genetico-familiare. La fuoriuscita del disco può essere provocata da diversi fattori: un trauma (incidente stradale, caduta); una postura errata per lungo tempo; carichi eccessivi e mal distribuiti sulle spalle.

SINTOMI
Dolore al collo e alle braccia (anche alle gambe nei casi più gravi), formicolii, riduzione dei movimenti, mal di testa e senso di vertigine.

DIAGNOSI
Risulta fondamentale l’esame clinico da parte di un fisiatra, di un ortopedico o di un neurochirurgo. Quando necessario, si fanno risonanza magnetica o elettromiografia.

CURE
Nella maggior parte dei casi, il nucleo polposo si disidrata dopo alcuni mesi, rimpicciolendosi e rientrando nel disco: insomma, l’ernia passa da sola. Le cure per lenire il dolore possono essere farmacologiche (antinfiammatori, cortisonici, antidolorifici) e fisioterapiche (chinesiterapia, con esercizi di stabilizzazione della muscolatura cervicale). Sconsigliate le manipolazioni delle vertebre, che espongono a traumi anche pericolosi (leggi: le tecniche di fisioterapia per la schiena ).

IL METODO MÉZIERÈS
Questa tecnica di fisioterapia, utilizzata da Alessandro Gassman dopo l’intervento per l’ernia cervicale, prevede una serie di esercizi per distendere le fibre muscolari e ha come obiettivo quello di ripristinare la simmetria del corpo. È utile anche in caso di cervicalgie provocate da un’ernia o dopo un intervento.

L’INTERVENTO
Solo nei casi in cui falliscono le tecniche conservative si ricorre al bisturi per risolvere un’ernia cervicale. A seconda della posizione dell’ernia, laterale o mediana, si usano approcci chirurgici diversi. Una delle tecniche usate è la microdiscectomia: con il microscopio operatorio si elimina l’ernia dividendola in frammenti. Alessandro Gassman è stato operato con questa metodica per via endoscopica, con una minuscola incisione. «Ma è sempre il neurochirurgo a decidere la tecnica più idonea in relazione al paziente», dice Concardi.
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