Calcoli renali: le tecniche mininvasive per eliminarli

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Quando il calcolo ostruisce le vie urinarie è necessario intervenire per rimuoverlo: l'esperto di OK Franco Gaboardi illustra le tecniche mininvasive oggi utilizzate

In molti casi i calcoli renali si riescono a eliminare, a espellere, seppur con molto dolore. Ma quando il calcolo “si blocca” e ostruisce le vie urinarie, è necessario l’intervento del chirurgo: in questa intervista Franco Gaboardi, primario dell’Unità di Urologia all’IRCCS Ospedale San Raffaele – Villa Turro di Milano (puoi chiedergli un consulto qui) illustra le tecniche oggi utilizzate per affrontare questo problema.

Il numero dei casi di calcolosi renale è in aumento: ne soffre il 10 per cento degli uomini e il 5 per cento delle donne. Alla base, lo stile di vita scorretto: a favorire la formazione di calcoli sarebbe in particolare la sindrome metabolica, che andrebbe ad alterare il pH sistemico creando l’ambiente favorevole alla precipitazione di sali nelle urine: con il tempo, i cristalli si aggregano e formano calcoli nel rene.

La sindrome metabolica è caratterizzata da sovrappeso e accumulo di grasso nella zona addominale (segnalata da una circonferenza addominale superiore a 88 cm nelle donne e 96 cm negli uomini) e da almeno altri due fattori tra: alti livelli di trigliceridi (oltre 150 milligrammi/decilitro di sangue); bassi livelli di colesterolo ‘buono’ HDL (inferiore a 50 nelle donne, a 45 negli uomini); glicemia a digiuno oltre i 100.

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31/08/2015

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