Benessere

Eliminare i segni e le cicatrici della varicella: gel, punturine e laser

I consigli del dermatologo Antonino Di Pietro per evitare che le vesciche lascino cicatrici sulla pelle. O per rimediare, se il danno ormai è fatto

Eliminare i segni e le cicatrici della varicella. Uno dei pericoli più temuti della varicella è infatti quello dei segni che può lasciare sulla pelle. Dipende da quanto il virus è stato aggressivo. Man mano che il virus si sviluppa e si replica, infetta un gran numero di cellule, che finiscono per autodistruggersi, scavando appunto un buco nella pelle. Le dimensioni della bolla ci indicano la profondità alla quale l’infiammazione è giunta e possono dare una previsione del livello di cicatrice che resterà.

Come evitare i segni

C’è un metodo empirico ma molto efficace, anche nei bambini: pungere le bolle, quando diventano voluminose, facendone fuoriuscire il siero. Questo non solo attenua la sensazione di prurito (che è dovuta proprio alla compressione delle terminazioni nervose da parte del tessuto infiammato e gonfio), ma impedisce anche che il virus, contenuto nel siero all’interno della vescicola, distrugga le cellule in profondità.

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Bucare con una siringa le bolle 

Bisogna dunque bucare ogni bolla più volte al giorno (almeno due o tre) con l’ago di una siringa perfettamente sterilizzato, indossando guanti monouso di lattice per non infettarsi, e far fuoriuscire, comprimendo con una garza (e con grande attenzione), il siero contenuto; quindi ricoprire con una crema antibiotica per evitare sovrainfezioni, e proteggere la parte con un cerotto.

Attenzione: non grattare mai le bolle, perché questo traumatizza la pelle, e le unghie sporche possono produrre delle infezioni batteriche che peggiorerebbero la situazione. Le lozioni o le paste a base di ossido di zinco possono lenire il prurito, ma hanno un effetto molto limitato.

Eliminare i segni e le cicatrici della varicella

In casa si può usare un gel ai fosfolipidi, che penetra velocemente in profondità e aiuta le cellule a rigenerarsi. Bisogna iniziare non appena cadono le croste e avere costanza e pazienza. Per la scomparsa dei segni più evidenti ci possono volere fino a cinque o sei mesi. Per cicatrici fresche si può intervenire con delle microiniezioni (uno-due millimetri di profondità) di acido ialuronico naturale, che stimola le cellule specializzate, chiamate fibroblasti, a produrre collagene ed elastina, favorendo la rigenerazione del tessuto.

In parole povere, il buco si riempie dall’interno. In circa due mesi e con almeno cinque trattamenti (che costano circa 300 euro l’uno) si può avere un miglioramento dal 50 al 90%. Se invece le cicatrici sono vecchie e quindi fibrotiche, cioè sono state deformate dal tessuto connettivo, l’unica soluzione è intervenire con il laser, per abbassare i bordi, rendendole meno evidenti. Questo trattamento costa circa 500 euro a seduta, e va fatto almeno due o tre volte l’anno.

Antonino Di Pietro (chiedigli un consulto), fondatore di Isplad, Società internazionale di dermatologia plastica-estetica e oncologica, di cui è tuttora presidente.

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO: Istituto Superiore di Sanità

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