Animali

Coronavirus: cani e gatti non sono contagiosi

Gli animali domestici non trasmettono all'uomo il Covid-19. L'infettivologo: «Più pericoloso dare la mano a una persona che accarezzare un pet»

Cani e gatti non sono fonte di contagio del coronavirus. A dirlo è la scienza, come spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI). «L’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE)», rassicura, «ha dichiarato che non ci sono prove che gli animali domestici in genere abbiano un ruolo nella diffusione di questa malattia umana o che si ammalino di Covid-19. Anche le nostre autorità sanitarie lo vanno ripetendo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha persino fatto un myth bustering per contrastare false credenze».

Finora mai trasmissioni pet-uomo 

Una non-contagiosità confermata anche da Nicola Decaro, ordinario di malattie infettive degli animali domestici all’Università di Bari. «Ritengo che non ci si debba preoccupare. Finora l’esperienza ci ha dimostrato che con altri virus simili non vi è stata alcuna trasmissione da cani e gatti all’uomo. Anzi, sono stati i pet vittime di pazienti umani. La Sars del 2002-2003, per esempio, ha visto il contagio dei gatti e, almeno per quanto si conosce, di un solo cane».

Gruppo San Donato

Il cane di Hong Kong non è contagioso

Un probabile caso attuale d’infezione da uomo ad animale è quello del cane di 13 anni di Hong Kong. «La positività», continua Decaro, «è stata confermata anche dai tamponi rifatti a tre e cinque giorni di distanza dal primo. Ma è una positività a basso titolo: c’è poco virus nel secreto nasale del cane, non tanto da essere trasmesso all’uomo».

Il virus si è adattato all’uomo

Anche il fatto che il Covid-19 abbia un’originale animale non vuol dire che i pet siano contagiosi. «Si pensa derivi dal coronavirus dei pipistrelli, ma non è stato ancora dimostrato scientificamente», precisa l’infettivologo. «Ma oggi bisogna preoccuparsi del contagio tra esseri umani. Ormai il virus è adattato all’uomo e si trasmette in maniera efficiente da uomo a uomo». In sintesi: «È più pericolosa una stretta di mano tra persone che una carezza a un animale».

Lavatevi le mani dopo le carezze

Con gli animali, quindi, è sufficiente osservare le consuete norme igieniche, a partire dal lavaggio delle mani dopo averli toccati. Questo anche per evitare il contagio da altri agenti patogeni, come Escherichia coli e Salmonella. Per il resto, suggeriscono OMS e OIE, valgono i comportamenti da tenere con i familiari, come, per esempio, evitare baci e condivisione di cibo. Tra l’altro quella con il proprio cane è l’unica passeggiata consentita al momento, seppure solo nelle vicinanze della propria abitazione e per un tempo limitato.

Dal veterinario puoi andare 

I veterinari, da parte loro, assicurano per bocca del presidente ANMVI: «Garantiremo sempre le urgenze. Per tutto il resto i proprietari possono stare tranquilli. Siamo una professione sanitaria e siamo organizzati sia in termini di protezione e sanificazione sia nella programmazione delle visite, delle vaccinazioni e di tutto quello che non verrà fatto mancare ai nostri pazienti animali». Le cure veterinarie, infatti, rientrano nelle deroghe agli spostamenti. Perciò, l’appello, «fate riferimento solo al vostro veterinario per ogni dubbio ed esigenza. Non fidatevi di consiglieri improvvisati».

Marco Ronchetto

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