Benessere

Come scegliere l’acqua minerale: cosa significano residuo fisso, pH e sali minerali

Non tutte le acque minerali hanno le stesse caratteristiche. Ecco come leggere l’etichetta e interpretare residuo fisso, pH e sali minerali per scegliere quella più adatta alle tue esigenze

L’acqua minerale non è tutta uguale. «A seconda della sorgente e del percorso sotterraneo, ogni acqua acquisisce un profilo minerale unico che ne influenza il sapore», spiega il divulgatore scientifico esperto di acqua Giorgio Temporelli. «Le acque solfate possono avere un retrogusto leggermente amarognolo, quelle bicarbonate sono spesso percepite come più fresche o digestive. La scelta di un’acqua frizzante può essere un piacere e l’anidride carbonica può dare la sensazione di essere più dissetante, ma in realtà il potere idratante e dissetante è lo stesso. Inoltre, va sconfessato il luogo comune che l’acqua frizzante faccia gonfiare. Anzi: sicuramente può aiutare nella fase di digestione immediata».

Come scegliere l’acqua minerale partendo dall’etichetta

Per scegliere l’acqua minerale giusta, in base alle proprie esigenze, ecco i parametri fondamentali da monitorare nell’etichetta, che rappresenta la sua carta d’identità.

Il residuo fisso

Indica la quantità di sali minerali che rimangono dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua a 180°C. È il valore principale per classificare le acque:

  • Minimamente mineralizzate (sotto i 50 mg/l): leggerissime, favoriscono la diuresi e sono indicate per i neonati.
  • Oligominerali (tra 50 e 500 mg/l): le più comuni, ottime per il consumo quotidiano.
  • Medio minerali (tra 500 e 1500 mg/l): utili per chi fa sport o durante l’estate per reintegrare i sali persi.
  • Ricche di sali minerali (oltre 1500 mg/l): sono acque quasi “terapeutiche”, da bere spesso su consiglio medico.

Il pH

Misura l’acidità o l’alcalinità dell’acqua (su una scala da 1 a 14):

  • pH < 7: acqua acidula, spesso quella gassata, consigliata per chi ha problemi di digestione lenta.
  • pH = 7: acqua neutra.
  • pH > 7: acqua alcalina, utile per contrastare l’acidità gastrica.

I principali sali minerali

A seconda della loro concentrazione, l’acqua cambia sapore e benefici:

  • Sodio (Na+). Se è inferiore a 20 mg/l, l’acqua è indicata per le diete iposodiche e per chi soffre di ipertensione.
  • Nitrati (NO3-). Indicano la purezza dell’acqua. Per gli adulti il limite è 45 mg/l, ma per i bambini non dovrebbe superare i 10 mg/l.
  • Calcio (Ca++). Fondamentale per la salute delle ossa; le acque calciche sono un’ottima alternativa per chi non assume latticini.
  • Bicarbonati (HCO3-). Se superiori a 600 mg/l, aiutano la digestione e possono tamponare l’acido lattico dopo lo sport.

Se cerchi un’acqua che non alteri il sapore del cibo, punta su una oligominerale con pH vicino a 7. Se invece stai mangiando un piatto ricco, un’acqua frizzante naturale con un buon residuo fisso aiuta a “pulire” il palato.

Tiziano Zaccaria

Romagnolo di Faenza, nasce come giornalista sportivo. Dai primi anni Duemila allarga la sua visione occupandosi anche di sanità, salute, benessere e tempo libero. Scrive pubblicazioni su temi particolari della sanità in collaborazione con medici specialisti. In passato ha collaborato, fra gli altri, per il quotidiano "Il Resto del Carlino" e per il mensile di viaggi "Bell’Europa".
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