Benessere

Il segreto della “Golden Hour”: perché guardare il tramonto è una vera medicina per il cervello

Molto più di un momento romantico. La scienza dimostra che la luce crepuscolare e l'emozione della meraviglia riducono il cortisolo, spengono l'infiammazione e resettano l'orologio biologico

C’è un momento preciso della giornata in cui la natura mette in scena uno degli spettacoli visivi più straordinari del pianeta: la golden hour, l’ora d’oro in cui il sole sfiora l’orizzonte colorando il cielo di sfumature calde, dall’arancione psichedelico al rosa acceso. Per millenni l’umanità ha guardato a questo fenomeno con romanticismo, poesia o spiritualità. Oggi, però, la scienza ci dice che questa abitudine è in realtà un potente bio-hackeraggio per il nostro corpo e per la nostra mente.

Un numero crescente di evidenze scientifiche dimostra che esporsi regolarmente alla luce dell’alba e del tramonto agisce come una terapia naturale a costo zero: un vero e proprio “reset” biologico in grado di spegnere l’ansia, migliorare la memoria, ottimizzare la qualità del sonno e persino ridurre i marcatori biologici dell’infiammazione. Gli scienziati ipotizzano che la transizione solare rappresenti una sorta di “serramento” o fermalibri (bookends) per il nostro orologio interno, un codice di programmazione che dice al nostro corpo esattamente cosa fare.

La neuroscienza della meraviglia: guardare il tramonto, perché sentirsi piccoli fa bene alla mente

un gruppo di persone guarda il tramonto
La neuroscienza della meraviglia perché sentirsi piccoli fa bene alla mente – www.ok-salute.it

Il primo grande beneficio biologico del tramonto non deriva solo dalla luce, ma dall’emozione profonda che genera: il cosiddetto effetto awe (la meraviglia o lo stupore reverenziale). In psicologia, la meraviglia è definita come quella sensazione che proviamo quando ci troviamo di fronte a qualcosa di immenso, profondo e insolito che fatichiamo a comprendere appieno.

«Una delle proprietà più affidabili della meraviglia è la sensazione di sentirsi piccoli, la percezione che i propri problemi personali e la propria vita siano insignificanti nel grande schema delle cose», spiega Michelle Shiota, professoressa di psicologia sociale presso l’Arizona State University ed esperta internazionale di questa emozione. «Questo è straordinario per la salute mentale, perché ci permette di capire che alcune delle cose che ci causano così tanto stress non sono poi così importanti».

Quando rimaniamo intrappolati in loop di pensieri negativi o nell’ansia da overthinking, un evento visivamente imponente come un tramonto cattura inevitabilmente la nostra attenzione, interrompendo il circuito neurobiologico del pensiero ossessivo e riportandoci istantaneamente al momento presente.

Ma c’è di più: la meraviglia potenzia le nostre capacità cerebrali. In un esperimento per testare la ritenzione delle informazioni, la professoressa Shiota ha dimostrato che i partecipanti che avevano precedentemente vissuto un momento di forte stupore emotivo mostravano una precisione nettamente superiore nel ricordare i dettagli di una storia. Lo stupore agisce come un super-concentratore cognitivo, ripulendo la mente dal rumore di fondo causato dalle distrazioni tecnologiche quotidiane.

Guardare il tramonto: lo scudo contro l’infiammazione cronica e l’altruismo biologico

Sperimentare regolarmente dosi di meraviglia attraverso la natura non protegge solo la mente, ma si riflette sul sistema immunitario. In uno studio condotto su 200 persone da Jennifer Stellar, ricercatrice di psicologia presso l’Università di Toronto, è emerso che i soggetti che provavano più spesso emozioni positive come la gioia e lo stupore presentavano i livelli più bassi in assoluto di citochine pro-infiammatorie.

«Le persone che hanno livelli cronici elevati di queste citochine tendono a essere esposte a un rischio maggiore di diabete, malattie cardiovascolari e depressione», sottolinea Stellar. Lo stupore solare riduce lo stress e stimola un senso di connessione sociale che funge da barriera molecolare contro l’infiammazione.

Inoltre, questa sensazione di “piccolezza” di fronte alla magnificenza del tramonto attiva comportamenti prosociali, rendendoci letteralmente più gentili ed empatici. In un bizzarro esperimento sociale, gli studenti che avevano osservato un gruppo di alberi giganti (provando stupore) si sono dimostrati significativamente più propensi ad aiutare un ricercatore a raccogliere delle penne cadute a terra rispetto a chi aveva osservato un normale edificio cementificato.

Il reset del ritmo circadiano: come i colori del cielo governano il sonno

una coppia guarda abbracciata il tramonto
Il reset del ritmo circadiano come i colori del cielo governano il sonno – www.ok-salute.it

Oltre alla componente psicologica, l’esposizione al ciclo naturale del sole agisce direttamente sulla nostra biochimica attraverso la regolazione del ritmo circadiano, l’orologio interno che ripete ogni 24 ore il ciclo sonno-veglia. Quando questo sistema è in perfetta sincronia con l’ambiente esterno, la ghiandola pineale sa esattamente quando e quanta melatonina (l’ormone del sonno) secernere per preparare il corpo al riposo.

Alba e tramonto lavorano in una sinergia ormonale perfetta:

  • L’alba e il cortisolo: la luce del mattino disattiva la produzione di melatonina e stimola un picco naturale di cortisolo (l’ormone dell’energia) circa 30 minuti dopo il risveglio, fornendoci la carica necessaria per la giornata. Inoltre, i raggi solari mattutini colpiscono i recettori della retina dando il via alla sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore.
  • Il tramonto e il sistema parasimpatico: se la luce blu del giorno ci energizza, le sfumature morbide, rosse e oro del tramonto agiscono come un interruttore biologico. Questa specifica lunghezza d’onda stimola il sistema nervoso parasimpatico, segnalando al corpo di iniziare a rallentare e riducendo drasticamente i livelli di cortisolo per favorire un sonno ristoratore.

Il vero dramma della vita moderna è l’esposizione massiccia alla luce artificiale e alla luce blu degli schermi dopo il tramonto. Questo inganna il sistema ormonale, provocando picchi di cortisolo notturni inadeguati che distruggono la qualità del riposo.

«La distruzione circadiana è stata direttamente collegata a un aumento del rischio di depressione e ansia», spiega Mariana Figueiro, professoressa di ricerca sulla luce e sulla salute presso la Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York. La scienziata conferma che siamo letteralmente progettati per assistere a entrambi i momenti della giornata per mantenere l’equilibrio cardiovascolare e cognitivo.

Soluzioni pratiche: come integrare la “Sunset Therapy”

Se i ritmi di vita lavorativi non consentono di fermarsi ogni giorno a guardare il sole che scende, la scienza sta studiando delle alternative tecnologiche. Una recente ricerca ha dimostrato che persino l’utilizzo di speciali luci a LED in grado di mimare fedelmente le lunghezze d’onda e le tonalità diffuse dell’alba e del tramonto può aiutare significativamente a regolare i ritmi circadiani alterati. Insomma guardare il tramonto, anche se artificiale aiuta.

La raccomandazione medica resta comunque quella di cercare la natura reale: una breve camminata settimanale, sforzandosi di cercare attivamente momenti di bellezza visiva nel paesaggio circostante, è in grado di ridurre lo stress acuto e cronico, modificando l’approccio psicologico verso l’esterno. Prendersi venti minuti per guardare il sole che scompare dietro l’orizzonte non è una perdita di tempo produttivo, ma il più efficace e antico investimento sulla propria salute biologica.

Guardare il tramonto: studi scientifici e fonti internazionali

Per approfondire i dati clinici e psicologici analizzati nell’articolo, è possibile consultare i seguenti studi:

  • University of Toronto – Jennifer Stellar Research on Positive Emotions and Cytokines: lo studio che dimostra il legame biologico tra le emozioni di stupore (awe) e la drastica riduzione delle citochine pro-infiammatorie, marcatori di patologie cardiovascolari e metaboliche.
  • Arizona State University – Michelle Shiota Lab on Awe and Cognition: la ricerca neuropsicologica focalizzata su come l’effetto “meraviglia” generato dai panorami naturali interrompa i loop di pensiero negativo e migliori la memoria di ritenzione a breve e lungo tempo.
  • Icahn School of Medicine at Mount Sinai – Light and Health Research Center: i lavori della professoressa Figueiro sull’impatto delle lunghezze d’onda dello spettro solare (luce rossa/oro del tramonto) nella stimolazione del sistema parasimpatico e nella regolazione dei cicli di cortisolo e melatonina.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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