Alimentazione

Hai l’ovaio policistico e non riesci a dimagrire? Il problema potrebbe non essere la dieta

Stanche delle diete da fame che non funzionano? La nutrizionista spiega come ingannare la PCOS usando i carboidrati giusti

Se soffri di Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS), probabilmente avrai sperimentato la frustrazione di fare sacrifici a tavola senza vedere l’ago della bilancia muoversi di un millimetro. La colpa non è della tua mancanza di forza di volontà, ma del metabolismo alterato dall’insulino-resistenza, il cuore pulsante di questa sindrome.

Nella gestione della PCOSla dieta non è un semplice contorno, ma una vera e propria terapia medica. Non esiste un protocollo standard valido per tutte, ma l’alimentazione deve essere personalizzata per agire come un farmaco naturale capace di regolare i picchi di zucchero nel sangue. Solo qualche mese fa la comunità scientifica ha deciso di cambiare il nome in Sindrome Ovarica Poliendocrino-Metabolica, proprio per sottolineare la natura multidisciplinare di questo insieme di patologie.

Il modello vincente: la dieta mediterranea a basso indice glicemico

alimenti tipici della dieta mediterranea
Il modello vincente: la Dieta Mediterranea a basso indice glicemico – www.ok-salute.it

L’obiettivo primario a tavola è tenere a bada l’insulina, l’ormone che ordina al corpo di accumulare grasso e spinge le ovaie a produrre ormoni maschili. Il modello di riferimento è una Dieta Mediterranea modificata:

  • Sì alle fibre e ai cereali integrali: pane e pasta integrali, orzo, farro e legumi rallentano l’assorbimento del glucosio, evitando i picchi glicemici e migliorando il senso di sazietà.
  • Via libera ai grassi sani: l’olio extravergine d’oliva, l’avocado e la frutta secca aiutano a modulare la risposta infiammatoria.
  • Frutta e verdura intelligenti: sì ai frutti di bosco, ricchi di polifenoli benefici anche per il microbiota intestinale (che le ultime ricerche collegano strettamente alla PCOS).

Ovaio policistico e difficoltà a dimagrire: cosa evitare per non infiammare l’intestino?

Vanno ridotti drasticamente gli zuccheri semplici e i cibi ad alto indice glicemico come il riso bianco, le patate e i prodotti industriali. Anche l’alcol e l’eccesso di sodio vanno limitati, dato che le donne con PCOS hanno un rischio cardiovascolare intrinsecamente più elevato.

Il potere dell’allenamento di forza e degli integratori

Abbinare alla dieta la giusta attività fisica è il segreto per “riattivare” i recettori cellulari. L’ideale è un mix di attività aerobica e allenamento con i pesi (forza). La massa magra è il tessuto che consuma più glucosio, migliorando fisiologicamente la sensibilità all’insulina.

Su indicazione medica, la terapia nutrizionale può essere supportata da integratori mirati:

  • Inositolo: (mio-inositolo e d-chiro-inositolo) per migliorare la qualità ovulatoria e la risposta glicemica.
  • Omega 3 e Vitamina D: fondamentali per spegnere l’infiammazione cronica di basso grado.

Ovaio policistico e difficoltà a dimagrire: studi scientifici e fonti istituzionali

  • EFSA (Autorità Europea per la Sceurezza Alimentare) – Carboidrati e fibre nella gestione metabolica: documenti scientifici europei. I risultati attestano il ruolo delle fibre alimentari nella modulazione della risposta insulinica, cruciale per le donne affette da disturbi metabolici.
  • Nutrients – Dietary Strategies in Polycystic Ovary Syndrome: una revisione degli studi clinici che conferma l’efficacia della dieta a basso indice glicemico e dell’integrazione con inositolo nel ripristinare l’equilibrio metabolico e intestinale nella PCOS.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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