Salute

Medicina rigenerativa, il Prof. Tremolada: «Vi curo con il vostro grasso»

Per decenni è stato considerato solo un inestetismo da eliminare. Oggi, grazie all'intuizione di un medico italiano, il tessuto adiposo è diventato la chiave di volta della medicina rigenerativa

Lipogems è una tecnica estremamente rivoluzionaria, che trasforma il grasso corporeo in una risorsa terapeutica. Sfruttando alcune cellule presenti nel tessuto adiposo, questa tecnologia consente di ridurre l’infiammazione e riparare i tessuti danneggiati.

Per anni, la medicina ha trattato il grasso corporeo come un materiale di scarto da aspirare e gettare via. Oggi questa prospettiva è stata completamente ribaltata. Al centro di questa rivoluzione biologica c’è Lipogems, una tecnologia d’avanguardia ideata e brevettata dal Professor Carlo Tremolada, chirurgo plastico milanese di fama internazionale e vero e proprio pioniere della medicina rigenerativa.

L’intuizione: il grasso che cura

Professor Tremolada, come è nata l’idea di Lipogems?

«È nata dall’osservazione della natura. Nel nostro corpo abbiamo dei sistemi naturali di riparazione e rigenerazione che si attivano dopo un trauma. Cercando il motore di questo processo, abbiamo scoperto che all’interno del tessuto adiposo, come il comune grasso sottocutaneo, esiste una rete fittissima di capillari e microvasi. Sulla superficie di questi vasi vivono i periciti, cellule straordinarie che sono i precursori delle cellule staminali mesenchimali».

Come funzionano queste cellule quando si attiva un danno?

«Quando c’è un’infiammazione o un trauma, queste cellule ricevono un segnale chimico, si staccano dal vaso e cambiano identità. Diventano cellule staminali attive e iniziano a produrre una serie di molecole, una sorta di “farmacia naturale”, che riduce l’infiammazione e ripara il tessuto. Con Lipogems preleviamo questo tessuto e, tramite un lavaggio e una micro-frammentazione puramente meccanica (senza l’uso di enzimi o chimica), lo riduciamo in piccoli frammenti vitali pronti per essere iniettati dove serve. Manteniamo intatta la loro “casa”, ovvero l’impalcatura vascolare, ed è questo che fa la differenza.»

Dall’artrosi alla malattia di Crohn: le applicazioni cliniche

La cartilagine è sempre stata considerata un tessuto impossibile da rigenerare. Voi ci siete riusciti?

«Sì, l’ortopedia è la nostra applicazione “regina”, approvata anche dalla FDA americana e dal Centro Nazionale Trapianti in Italia. Nei casi di artrosi del ginocchio o dell’anca, o di lesioni ai legamenti, iniettiamo il Lipogems direttamente nell’articolazione. Inizialmente si sperimenta un potente effetto antinfiammatorio che spegne il dolore. Poi, nel giro di pochi mesi, i periciti iniziano a ricostruire. Abbiamo risonanze magnetiche che mostrano la cartilagine ricrescere. Per molti pazienti, specialmente anziani, questo significa evitare o rimandare di molti anni interventi invasivi come la protesi. Un importante studio clinico pubblicato su PubMed conferma l’efficacia e la sicurezza del tessuto adiposo microframmentato nel trattamento dell’osteoartrosi del ginocchio, evidenziando un netto miglioramento del dolore e della funzionalità articolare».

Ci sono però applicazioni ancora più complesse, come nel caso del piede diabetico o delle malattie infiammatorie intestinali.

«Esatto. Nel piede diabetico la circolazione è compromessa e spesso l’esito è l’amputazione. Iniettando Lipogems stimoliamo la nascita di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), dimezzando letteralmente le percentuali di recidiva di amputazione. Un altro successo straordinario riguarda la malattia di Crohn. A Bologna, il team del professor Laureti sta usando la nostra tecnologia per trattare le fistole perianali complesse, piaghe dolorosissime che non guariscono mai con i farmaci tradizionali. Iniettando il tessuto microframmentato, si ottiene la chiusura e la guarigione della fistola nella maggior parte dei casi, restituendo una vita normale a queste persone».

Estetica rigenerativa: la fine dell’era dei “visi gonfi”

Lei è un chirurgo plastico. Come si applica questa scoperta alla medicina estetica?

«In estetica il paradigma è completamente cambiato. Per anni si è pensato solo a “riempire” le rughe con i filler tradizionali come l’acido ialuronico, che però dopo sei mesi svaniscono. Con Lipogems facciamo estetica rigenerativa. Non gonfiamo il viso; miglioriamo la qualità biologica della pelle. Iniettando questi micro-innesti di grasso su viso, collo o mani, la pelle torna elastica, spessa e luminosa perché è tornata a essere vascolarizzata dall’interno. I risultati sono estremamente naturali e durano anni, perché quel tessuto rigenerato diventa parte integrante della biologia del paziente».

Sicurezza e accessibilità: la terapia è già realtà nel SSN

Trattandosi di manipolazione cellulare, molti pazienti temono rischi di rigetto o effetti collaterali. Cosa risponde?

«La tecnologia Lipogems è eccezionalmente sicura per un motivo molto semplice: è un trattamento autologo. Utilizziamo il grasso del paziente stesso prelevato con una mini-liposuzione in anestesia locale. Non c’è rischio di rigetto, non modifichiamo geneticamente nulla e non espandiamo le cellule in laboratorio. La procedura dura circa un’ora e il paziente torna a casa il giorno stesso».

Un’innovazione del genere è accessibile solo privatamente?

«Assolutamente no. Questo è un punto d’orgoglio tutto italiano: la tecnologia Lipogems è già rimborsata dal nostro Sistema Sanitario Nazionale in diverse strutture pubbliche d’eccellenza, in particolare in regioni come il Veneto e l’Emilia-Romagna, per specifici protocolli clinici ortopedici e chirurgici».

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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