
Giocare insieme, aiutare a fare i compiti, cucinare o accompagnare i nipoti nelle attività quotidiane: prendersi cura dei nipoti per molti nonni è impegnativo, ma potrebbe avere un ritorno prezioso in termini di salute.
Un nuovo studio scientifico suggerisce infatti che l’assistenza ai nipoti potrebbe rallentare il declino cognitivo nei nonni, migliorando memoria e capacità linguistiche con l’avanzare dell’età.
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Lo studio: chi si prende cura dei nipoti ha una memoria migliore
La ricerca è stata coordinata dalla Tilburg University (Paesi Bassi) e pubblicata sulla rivista scientifica Psychology and Aging. Gli studiosi hanno analizzato i dati di 2.887 nonni, che tra il 2016 e il 2022 hanno:
- risposto a questionari sull’assistenza fornita ai nipoti,
- svolto test cognitivi ripetuti nel tempo.
L’obiettivo era capire se prendersi cura dei nipoti potesse avere effetti misurabili sulle funzioni cognitive.
Memoria e linguaggio più allenati nei nonni “attivi”
I risultati mostrano che i nonni coinvolti nella cura dei nipoti hanno ottenuto punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale rispetto a chi non svolgeva attività di assistenza.
Un dato interessante è che il beneficio:
- non dipende dal tipo di attività svolta,
- non è legato alla frequenza dell’assistenza.
Secondo i ricercatori, quindi, non conta tanto quanto o cosa si fa, ma il fatto stesso di essere coinvolti nella cura.
Le nonne sembrano beneficiare di più
Dallo studio emerge anche una differenza di genere: le nonne che si prendevano cura dei nipoti mostravano un declino cognitivo più lento nel tempo rispetto alle nonne meno coinvolte.
“Ciò che ci ha colpito di più – spiega Flavia Chereches, una delle autrici – è che essere un nonno che si prende cura sembra contare più della quantità di assistenza fornita”.
Perché prendersi cura dei nipoti stimola il cervello?
Secondo gli esperti, l’assistenza ai nipoti potrebbe agire su più livelli:
- stimolazione cognitiva continua (linguaggio, memoria, problem solving),
- maggiore attività sociale,
- senso di utilità e ruolo attivo nella famiglia,
- coinvolgimento emotivo positivo.
Tutti fattori già noti per il loro ruolo protettivo nei confronti del declino cognitivo.
Attenzione allo stress: quando la cura può non fare bene
Gli autori dello studio mettono però in guardia da interpretazioni semplicistiche.
I benefici sembrano emergere soprattutto quando la cura dei nipoti è:
- volontaria,
- inserita in un contesto familiare di supporto,
- non vissuta come un peso o una fonte di stress.
In situazioni di sovraccarico o mancanza di supporto, gli effetti sulla salute potrebbero essere diversi.
Un aiuto alle famiglie che fa bene anche ai nonni
Lo studio rafforza l’idea che il ruolo dei nonni non sia solo un pilastro sociale per le famiglie, ma possa rappresentare anche una risorsa per la salute cognitiva nella terza età.
Un motivo in più per valorizzare – e sostenere – il loro coinvolgimento, nel rispetto dei loro bisogni e dei loro limiti.




