Salute

Tutti gli effetti che cellulari e social network hanno su di noi

Ci fanno sentire più depressi, soli, insicuri, impulsivi: la nostra dipendenza da tablet, smartphone e computer non ci fa bene

In tema di smartphone, social network e web si è tutti, grandi e piccoli, sulla stessa barca. Chi più, chi meno. È quanto emerge da sondaggio online condotto dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullism (Di.Te) su un campione di 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni.

Adolescenti

Il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa dalle nuove tecnologie tanto da arrivare a controllare in media lo smartphone 75 volte al giorno. Addirittura il 7% lo fa fino a 110 volte al giorno. E il bisogno di controllare continuamente lo smartphone non li abbandona neppure di notte.

Gruppo San Donato

Adulti

Gli adulti non hanno comportamenti tanto diversi. Il 49% degli over 35 non sa stare senza cellulare e verifica se sono arrivate notifiche o messaggi almeno 43 volte al giorno. Un 6% di loro sfiora le 65 volte.

Ci fanno sentire più soli

 

Più tempo passiamo sui social network, più aumenta la nostra sensazione di essere isolati. Lo ha dimostrato un’indagine pubblicata dall’Università di Pittsburgh sull’American Journal of Preventive Medicine condotta su 1.800 persone tra i 19 e i 32 anni.

Più ore si naviga, più aumentano i rischi

Dalle risposte è emerso che le persone che navigano sui social per più di due ore al giorno hanno il doppio di probabilità di sentirsi sole rispetto a chi curiosa tra i profili di amici e parenti per meno di mezz’ora al giorno. Risultati peggiori riguardano gli utilizzatori “compulsivi” dei social: chi li visita più di 58 volte alla settimana ha il triplo delle probabilità di sentirsi isolato rispetto a chi accede meno di nove volte a settimana.

Aumentano il rischio di depressione

 

Passando troppo tempo sui social anche il rischio di ammalarsi di depressione aumenta del triplo. A sostenerlo è uno studio dell’università di Pittsburgh, pubblicato sulla rivista Depression and Anxiety.

Più depresse le ragazze

Le più colpite, però, sarebbero le ragazze. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista EClinicalMedicine, che ha analizzato i dati di 10.904 ragazzi di 14 anni nati tra il 2000 e il 2002 nel Regno Unito, l’associazione tra l’utilizzo dei social network e sintomi depressivi (come infelicità, irrequietezza o solitudine) è più alta nel sesso femminile. I dati hanno mostrato che, tra gli adolescenti che usano i social per più di 5 ore al giorno, i sintomi aumentano del 50% tra le ragazze e “solo” del 35% tra i ragazzi.

Depressione per i social o depressi sui social?

In realtà, secondo alcuni esperti, la situazione è molto più complessa e il problema potrebbe essere a monte: probabilmente sono le persone già depresse che si rivolgono ai social network per colmare un vuoto. In poche parole sono annoiato, ho pochi amici o relazioni “vere” e quindi passo il tempo su Facebook e Instagram.

Messaggi e notifiche danno dipendenza

 

Uno studio condotto dagli scienziati della Baylor University di Waco, in Texas, e pubblicato sul Journal of Behavioral Addictions, ha svelato quali sono le attività che creano più dipendenza legate all’uso dei cellulari. Secondo i risultati della ricerca, l’attività che crea più dipendenza è l’invio di messaggi (94,6 minuti al giorno), seguiti dalle e-mail (48,5 minuti).

Notifiche come oppio

Più recentemente, uno studio condotto all’Università di San Francisco su 135 studenti e pubblicato su NeuroRegulation, ha dimostrato che le notifiche che avvisano della ricezione di nuovi messaggi, post, direct message ed e-mail danno dipendenza come l’oppio. «La dipendenza dall’uso di smartphone inizia a formare connessioni neurologiche nel cervello simili a quelle che si sviluppano in coloro che acquisiscono una dipendenza da farmaci oppioidi per alleviare il dolore» ha spiegato Erik Peper, professore di educazione alla salute all’Università di San Francisco e primo autore dello studio.

Ci rendono più impulsivi…

 

Le ore trascorse tra chat, social e videogame (la dipendenza dai giochi in consolle è stata classificata da poco come disturbo mentale) possono stravolgere la personalità, facendo diventare più impulsivi e meno capaci di pianificare. È quanto dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior dallo psicologo Roberto Truzoli dell’Università di Milano in collaborazione con i britannici della Swansea University e dell’Abertawe Bro Morgannwg University Health Board.

Più internet, meno autocontrollo

I risultati dimostrano che, subito dopo la navigazione in Rete, i partecipanti “drogati” di internet facevano molte più scelte impulsive, con una riduzione delle decisioni che implicavano autocontrollo. I risultati dello studio suggeriscono anche che gli individui con dipendenza da internet possono essere a maggior rischio di impegnarsi in altri comportamenti problematici associati a scelte impulsive, come il gioco d’azzardo.

…e più insicuri delle nostre conoscenze

 

Avere sempre a portata di mano internet, con la sua valanga di informazioni, ci fa sentire più insicuri e incapaci di fidarci delle nostre conoscenze acquisite. Lo dimostra anche una ricerca pubblicata sulla rivista Consciousness and Cognition dal gruppo di psicologi coordinato da Evan F. Risko dell’Università di Waterloo.

Processo facile e gratificante

Dallo studio è emerso che chi può navigare sul web alla ricerca della risposta giusta si arrende prima e afferma più facilmente di non sapere. È anche possibile, però, che cercare risposte e soluzioni sul web a conferma delle nostre convinzioni sia un processo gratificante, una sorta di premio a cui il nostro cervello si sta abituando.

Aumentano il rischio di demenza

 

Proprio perché ci stiamo abituando a chiedere tutto a internet in pochi minuti invece di usare la nostra memoria, stiamo già sperimentando quello che vive chi comincia ad avere un declino cognitivo: non ricordare e affidarsi a strumenti esterni al nostro cervello.

La colpa è dei motori di ricerca

L’allarme che i motori di ricerca come Google, Bing e Yahoo aumentino il rischio di demenza arriva da Frank Gunn-Moore, professore di ricerca della School of Biology all’Università di St Andrews in Gran Bretagna.

Mettono in crisi le coppie

 

Sono sempre più numerose le coppie che vanno in crisi perché uno dei due partner passa troppo tempo con gli occhi puntati sul cellulare. Lo hanno scoperto i ricercatori della Baylor University del Texas, che hanno perfino coniato un nuovo termine per definire questo fenomeno: lo hanno battezzato phubbing, “partner phone snubbing”, facendo riferimento all’umiliazione che si prova venendo trascurati dal partner per colpa del telefonino.

Ci fanno dormire meno

Gli smartphone e i social fanno dormire meno gli adolescenti. I “nativi digitali” sono sempre connessi, giorno e notte: dormono con il cellulare accanto al letto, sempre acceso, e molti di loro passano la notte a messaggiare. Ritardano l’orario di addormentamento e quando prendono sonno, il primo messaggio che arriva li sveglia e li “riconnette” subito. Inoltre, la risposta al messaggio innesca un’attivazione emotiva e cognitiva che frammenta il sonno e ha risvolti negativi sul benessere fisico e psichico.

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