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Il paradosso dei migranti: si ammalano loro e non il contrario

Il Ministro della Salute, Giulia Grillo parla dello stato di salute dei migranti e dei profughi presenti nel nostro Paese

«Non c’è un aumento della trasmissione delle malattie infettive da parte della popolazione migrante». Ad affermarlo è il Ministro della Salute, Giulia Grillo, che aggiunge che è vero il contrario: «Sono loro – spiega – ad acquisire i problemi di salute del territorio dove vanno ad abitare».

La responsabile della salute in Italia ha parlato durante la presentazione in Italia del Rapporto dell’Oms Europa. Il dossier fotografa per la prima volta lo stato di salute dei rifugiati e dei migranti presenti in Europa dal 2014.

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«In Italia tutti vengono curati»

Il Ministro ha ribadito la bontà del nostro sistema sanitario, che offre assistenza e cura a chiunque si trovi sul territorio nazionale. I residenti stranieri in Italia sono iscritti al nostro SSN e hanno pieno diritto ai servizi offerti, esattamente come i cittadini italiani. Anche gli stranieri con lo status di rifugiati hanno gli stessi diritti. Il nostro Paese è tra l’altro già in linea con le priorità richieste dal Draft Action Plan sulla salute dei rifugiati e migranti, che porrà dei criteri da rispettare per gli anni che vanno dal 2019 al 2023.

Gli stranieri hanno in media una salute migliore della nostra

Il Ministro della Salute ha poi spiegato che tendenzialmente gli stranieri hanno una salute migliore della nostra. Hanno tassi di mortalità inferiori e si rivolgono meno all’ospedale, in alcuni casi forse per paura. Sono generalmente molto più magri di noi.

Quando lo straniero si stabilisce, prende le nostre cattive abitudini 

Più però lo straniero rimane in Italia, più le sue condizioni di salute diventano del tutto simile a quelle dei nostri connazionali. Molto probabilmente questo si deve al fatto che assumono molte delle nostre abitudini e dei nostri stili di vita.

Salute dei migranti in Italia: le malattie infettive

A differenza di quello che si pensa, sono i rifugiati e i migranti a rischiare di più. Sono più vulnerabili alle malattie infettive che incontrano nel Paese di approdo, spesso a cause delle difficoltà nella qualità della vita, specie all’inizio. È invece molto basso il contagio di malattie infettive da parte dei migranti alla popolazione ospitante. Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni sessualmente trasmissibili, che accadono perché molti nostri connazionali accettano di fare sesso senza protezione. Tra l’altro una percentuale significativa dei rifugiati e migranti si ammala di HIV nel Paese di destinazione.

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