Un singolo scatto del volto potrebbe presto aiutare i medici a valutare lo stato di salute generale di un paziente e la sua capacità di tollerare cure oncologiche invasive. Un team di ricercatori statunitensi ha ideato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale in grado di stimare la sopravvivenza e la fragilità fisica analizzando specifici tratti del viso.
I risultati preliminari di questa innovativa sperimentazione clinica sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Digital Health.
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Intelligenza artificiale e cancro: come funziona “FaceSurvival”

L’algoritmo, denominato FaceSurvival, è stato addestrato su milioni di immagini di volti sani e su circa 35.000 fotografie di pazienti oncologici provenienti da Stati Uniti e Paesi Bassi. L’analisi ha coinvolto persone di tutte le età – dai bambini agli anziani ultraottantenni – affetti da diverse tipologie di tumore, inclusi casi complessi con metastasi ossee o cerebrali.
Secondo quanto emerso dallo studio, le aree del viso più predittive per valutare l’aspettativa di vita sono la zona sottoculare e la radice del naso. L’obiettivo non è sostituire il giudizio clinico, ma affiancare i medici con dati oggettivi.
«Con l’invecchiamento della popolazione, i medici hanno bisogno di metodi migliori per stimare la riserva fisica e la fragilità dei pazienti prima di raccomandare trattamenti intensivi come radioterapia, chirurgia o terapie sistemiche», ha spiegato il dottor Raymond Mak, oncologo presso il Mass General Brigham di Boston e responsabile dello studio. «Il nostro scopo è rendere la valutazione della salute basata sulle foto più quantitativa, uniforme e scalabile».
“FaceAge”: le rughe che svelano l’età biologica
Parallelamente a FaceSurvival, il team del dottor Mak sta valutando un secondo algoritmo, denominato FaceAge, pensato per calcolare l’età biologica di un individuo rispetto a quella anagrafica.
Mentre la stima della sopravvivenza si concentra sull’area degli occhi, FaceAge analizza:
- le pieghe naso-labiali e le rughe attorno alla bocca;
- la fronte e le linee d’espressione;
- le tempie (le cosiddette “zampe di gallina”) e le guance.
Questi tratti riflettono l’impatto degli stili di vita nel tempo, mostrandosi particolarmente sensibili ad abitudini quali il fumo, il consumo eccessivo di alcol o l’uso di sostanze. Lo strumento ha dimostrato una sorprendente stabilità clinica anche in presenza di variazioni di luce, trucco, espressioni facciali o interventi di chirurgia estetica minori.
Intelligenza artificiale e cancro: cautela prima dell’uso clinico
Nonostante l’entusiasmo per la prova di concetto, la comunità scientifica invita alla prudenza. Lo strumento è attualmente coperto da domanda di brevetto, ma resta ben lontano dall’applicazione nei reparti ospedalieri.
Per perfezionare gli algoritmi ed evitare bias di valutazione, i ricercatori dovranno raccogliere ed esaminare un numero nettamente superiore di immagini appartenenti a differenti gruppi etnici.
«Si tratta di una prova di concetto promettente, ma non è ancora pronta per l’uso clinico», ha commentato il professor Miroslaw Bober, esperto di machine learning presso la University of Surrey. «Lo strumento deve essere ancora testato rispetto al giudizio diretto dei medici e validato in strutture ospedaliere differenti. Inoltre, prevedere un decorso clinico non equivale a spiegarne le cause biologiche».
La ricerca prosegue ora con il coinvolgimento diretto del pubblico: il team di Boston ha infatti aperto una piattaforma di raccolta dati per consentire ai cittadini di caricare la propria foto e ricevere una stima indicativa della propria età biologica, contribuendo così ad affinare l’algoritmo.
Intelligenza e cancro: fonti e riferimenti scientifici
- Studio originale sulla stima facciale e prognosi oncologica: The Lancet Digital Health
- Validazione e analisi di intelligenza artificiale per l’imaging: University of Surrey – Centre for Vision, Speech and Signal Processing (CVSSP)




