Salute

Meningite tubercolare: cos’è, sintomi, contagio e terapie

Il caso della bambina ricoverata a Bologna e perché è importante riconoscerla presto

Il ricovero di una bambina di due anni al Sant’Orsola di Bologna a causa di meningite tubercolare ha riportato all’attenzione pubblica una delle forme più gravi e rare di meningite. La piccola è stata trasferita al policlinico bolognese a seguito di complicazioni della malattia, che colpisce le meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, e richiede cure tempestive e controlli rigorosi sui contatti stretti.

Ma che cos’è la meningite tubercolare, come si manifesta e quali sono i rischi reali per la salute? Ecco tutte le informazioni chiave basate sulle evidenze e sulle linee guida cliniche internazionali.

Che cos’è la meningite tubercolare?

La meningite tubercolare è una forma di tubercolosi extrapolmonare causata dal Mycobacterium tuberculosis, lo stesso batterio che provoca la tubercolosi polmonare. Si tratta di un’infiammazione grave delle meningi con possibile coinvolgimento anche dei nervi encefalici alla base del cranio. Questa forma è rara ma molto pericolosa, soprattutto nei bambini piccoli e nei soggetti con un sistema immunitario compromesso.

Secondo ricerche internazionali, la meningite tubercolare rappresenta una forma di tubercolosi che può svilupparsi quando il batterio, partito dai polmoni o da un’altra sede infettiva, si diffonde attraverso il sangue fino al sistema nervoso centrale.

I sintomi della meningite tubercolare

I primi segnali della meningite tubercolare possono essere aspecifici e facilmente confusi con altre malattie, rendendo la diagnosi difficoltosa nei primi giorni. Tra i sintomi iniziali si includono:

  • mal di testa persistente,
  • febbre,
  • nausea e vomito,
  • rigidità del collo (torcicollo),
  • irritabilità e stanchezza nei bambini.

Man mano che la malattia progredisce, possono comparire segni più gravi quali:

  • confusione o alterazioni dello stato mentale,
  • sensibilità alla luce (fotofobia),
  • convulsioni,
  • perdita di coscienza o coma.

Riconoscere questi segnali tempestivamente è fondamentale per un intervento rapido.

Come si trasmette la meningite tubercolare?

La meningite tubercolare non si trasmette direttamente da persona a persona come le forme virali di meningite. Ciò che è contagioso è la tubercolosi attiva, in particolare quella polmonare.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’infezione si diffonde per via aerea attraverso le goccioline respiratorie emesse da una persona con tubercolosi polmonare attiva, ad esempio tramite tosse, starnuti o saliva. Se inalate, le particelle possono raggiungere i polmoni e dare inizio a un’infezione che, in alcuni casi, si diffonde al sistema nervoso centrale causando meningite.

È importante sottolineare che non tutte le persone che inalano il batterio sviluppano la malattia: in molti casi il sistema immunitario combatte l’infezione che può invece restare quiescente per anni nella forma detta infezione tubercolare latente.

Diffusione e incidenza a livello globale

La tubercolosi resta una delle principali cause di morte infettiva nel mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno circa 10 milioni di persone si ammalano di tubercolosi in tutte le sue forme, con circa 1,6 milioni di decessi.

Paesi dell’Asia sudorientale, come India e Cina, e vaste aree dell’Africa sub-sahariana registrano la maggior parte dei casi. In questi contesti la tubercolosi e le sue forme extrapolmonari sono molto più frequenti rispetto ai paesi a basso tasso di incidenza come l’Italia, dove si notificano annualmente circa 4.000 nuovi casi di tubercolosi.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi di meningite tubercolare richiede esami specialistici come la puntura lombare per analizzare il liquido cerebrospinale, test microbiologici specifici e imaging cerebrale (risonanza magnetica o TAC), per confermare la presenza di Mycobacterium tuberculosis e valutare l’entità dell’infiammazione.

Il trattamento è lungo e complesso, basato su una combinazione di antibiotici antitubercolari, che include:

  • Isoniazide,
  • Rifampicina,
  • Pirazinamide,
  • Etambutolo.

Questa terapia viene spesso somministrata per diversi mesi, inizialmente con quattro farmaci, seguiti da un proseguimento con due farmaci principali. L’aggiunta di steroidi può aiutare a ridurre l’infiammazione e il rischio di complicanze neurologiche.

Studi clinici suggeriscono che, nonostante il trattamento, la meningite tubercolare può avere tassi di mortalità elevati e rischi di esiti neurologici seri, soprattutto se diagnosticata tardivamente.

Misure di controllo e prevenzione

In caso di diagnosi di meningite tubercolare, le autorità sanitarie attivano protocolli di sicurezza precauzionali, compresi i controlli sui famigliari e sui contatti stretti del paziente, come nel caso della bambina a Bologna, per individuare eventuali infezioni latenti o malattia attiva e prevenire nuovi casi.

La prevenzione passa anche attraverso la diagnosi precoce della tubercolosi polmonare attiva, la vaccinazione nei paesi dove è raccomandata e strategie di sanità pubblica per ridurre la trasmissione del batterio.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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