
Negli ultimi anni, il linguaggio delle relazioni si è arricchito di nuovi termini, come ghosting o breadcrumbing, nati per descrivere comportamenti che talvolta sono difficili da riconoscere e che, nel tempo, possono risultare emotivamente dannosi per chi li subisce. Tra questi rientra anche il pocketing, una dinamica che si verifica quando una persona viene sistematicamente esclusa dalla vita sociale del partner. Scopriamo di cosa si tratta e come si può affrontare.
In questo articolo
Cos’è il pocketing?
Il termine pocketing deriva dall’inglese “to pocket”, ovvero “mettere in tasca”, e in ambito relazionale indica una situazione in cui qualcuno mantiene la propria relazione confinata alla sfera privata, nascondendo il partner agli altri, ad esempio amici o familiari, ed evitando di renderlo parte della propria vita pubblica.
All’inizio di una frequentazione, il desiderio di mantenere un certo riserbo può essere comprensibile, e alcune persone possono non sentirsi a proprio agio nel condividere subito la propria vita privata. Tuttavia, il problema nasce quando questa scelta non è condivisa, si prolunga nel tempo e inizia a far stare male una delle persone coinvolte.
Il pocketing può manifestarsi attraverso vari segnali, tra cui:
- non essere mai presentati ad amici o parenti del partner, che rimanda o trova sempre delle scuse;
- essere tenuti fuori dagli altri ambiti della vita del partner;
- evitare di andare insieme a occasioni sociali o eventi;
- vivere la relazione esclusivamente in ambito privato o in luoghi dove è improbabile incontrare conoscenti;
- il partner evita di pubblicare foto insieme o di interagire sui social media;
- il partner evita attivamente di parlare della relazione agli altri e chiede esplicitamente all’altro di non farlo.
Possibili motivazioni ed effetti del pocketing
Alla base del pocketing possono esserci motivazioni diverse. In alcuni casi, il partner può temere il giudizio sociale, oppure nutrire ancora dei dubbi sul rapporto. In altri, voler mantenere la relazione nascosta può essere legato a una rottura recente o al timore di impegnarsi. Talvolta, questo comportamento può indicare anche la volontà di non legarsi esclusivamente a una persona e tenere aperte altre possibilità relazionali o storie parallele.
A prescindere dalle ragioni, il pocketing può generare in chi lo vive una sensazione di mancato riconoscimento o svalutazione, minare l’autostima, la sicurezza e la fiducia, e portare a dubitare del proprio valore, della relazione e del proprio ruolo all’interno di essa.
Come affrontarlo?
Se si percepisce di subire il pocketing, è importante innanzitutto ascoltare i propri sentimenti e affrontare la situazione con consapevolezza. Ciò significa anche parlare apertamente con il partner, spiegando con chiarezza i propri bisogni e il desiderio di sentirsi più coinvolti nella sua vita. Se l’altro non è aperto al confronto, minimizza il problema o colpevolizza, il suo comportamento non cambia e continua a causare disagio, può essere necessario riflettere sulla compatibilità del legame con le proprie esigenze emotive. È fondamentale non accettare relazioni in cui non ci si sente pienamente riconosciuti o valorizzati, tutelando sempre il proprio benessere personale.




