Salute

Farmaci anti acido: non aumentano il rischio di tumore allo stomaco

Uno studio su oltre 17.000 casi pubblicato su The BMJ rassicura i pazienti, sfatando il mito che i farmaci per il reflusso acido favoriscano l’adenocarcinoma gastrico

Qual è il legame tra farmaci anti acido e tumore allo stomaco? Gli inibitori di pompa protonica (PPI), farmaci molto diffusi per il trattamento del reflusso gastroesofageo, dell’ulcera peptica e di altre condizioni legate all’acidità di stomaco, non sembrano aumentare il rischio di sviluppare il tumore dello stomaco quando utilizzati a lungo termine. È quanto emerge da uno studio su larga scala condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma e pubblicato sul British Medical Journal.

Farmaci anti acido sotto accusa dagli anni ’80: un dubbio ancora aperto

Fin dalla loro introduzione negli anni Ottanta, gli inibitori di pompa protonica sono stati al centro di dibattiti sulla sicurezza a lungo termine. Alcune ricerche precedenti avevano suggerito una possibile associazione tra uso prolungato di PPI e aumento del rischio di adenocarcinoma gastrico, la forma più comune di tumore allo stomaco. Tuttavia, questi studi — molti dei quali osservazionali con limiti metodologici — non avevano chiarito se il farmaco fosse davvero responsabile dell’aumento di rischio.

Il nuovo studio: un’analisi più rigorosa

Per fare maggiore chiarezza, il team del Karolinska Institutet ha analizzato i dati sanitari di cinque Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), coprendo un periodo di fino a 26 anni.

La ricerca, una case-control study su oltre 17.232 persone con tumore allo stomaco confrontate con 172.297 controlli senza neoplasia, ha escluso dalla valutazione l’uso di PPI nell’anno precedente alla diagnosi o alla inclusione nello studio, per evitare errori di causalità inversa che avevano caratterizzato studi precedenti.

Dopo aver corretto i dati per vari fattori di rischio noti — come infezione da Helicobacter pylori, ulcera peptica, fumo, obesità e diabete — non è emersa alcuna associazione significativa tra uso a lungo termine di inibitori di pompa protonica e rischio di sviluppare adenocarcinoma gastrico.

Cosa significa lo studio

I ricercatori concludono che “i risultati non supportano l’ipotesi che l’uso a lungo termine di PPI sia associato a un aumento del rischio di adenocarcinoma gastrico”, offrendo così una rassicurazione per i pazienti che necessitano di terapia prolungata per disturbi come il reflusso gastroesofageo.

È importante sottolineare che si tratta di uno studio osservazionale, e quindi non è possibile stabilire definitivamente un rapporto causale di tipo “farmaco-che-causa-cancro”. Tuttavia, il lavoro è considerato più rigoroso e meno soggetto a bias rispetto a ricerche precedenti.

Perché era nata la preoccupazione?

In passato, alcuni studi avevano trovato un’associazione tra uso prolungato di PPI e tumore gastrico, soprattutto dopo terapia per H. pylori — il batterio noto per aumentare significativamente il rischio di cancro allo stomaco — suggerendo un rischio fino a oltre due volte superiore con uso prolungato.

Tuttavia, tali ricerche erano fortemente influenzate da fattori confondenti — ad esempio il fatto che chi assume PPI a lungo possa già avere un problema gastrico di base che di per sé aumenta il rischio di tumore — rendendo difficile trarre conclusioni definitive.

Cosa sapere sugli inibitori di pompa protonica

Gli inibitori di pompa protonica agiscono bloccando la produzione di acido cloridrico nello stomaco, riducendo i sintomi di bruciore, reflusso e complicanze come l’ulcera. Sono farmaci efficaci e ampiamente prescritti, ma l’uso prolungato — soprattutto senza indicazione medica ben definita — non è sempre corretto, e può comportare altri effetti collaterali (come rischio di infezioni intestinali, carenze vitaminiche o problemi ossei) se non controllato adeguatamente.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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