Salute

Chikungunya, dalla febbre ai dolori articolari: cosa sapere sul virus “spacca-ossa”

Trasmessa dalle zanzare, la Chikungunya provoca febbre e forti dolori articolari che, in alcuni casi, possono persistere per mesi o anni

Si torna a parlare di Chikungunya non solo per i recenti casi di cronaca ma anche perché la sciatrice Sofia Goggia ha svelato di essersi dovuta ritirare dalla preparazione estiva in Argentina dopo aver contratto questo virus. Sebbene non sia quasi mai mortale, la Chikungunya non deve essere trascurata: come sottolinea la Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM), infatti, circa l’80% delle persone infettate sviluppa sintomi. Di questi, il 50% presenta disturbi articolari importanti, che possono persistere ben oltre la fase acuta e cronicizzare, impattando su lavoro, autonomia e qualità della vita.

Che cos’è la Chikungunya

La Chikungunya è una malattia di origine virale, trasmessa dalla puntura di zanzare infette, principalmente la Aedes aegypti e la Aedes albopictus, quest’ultima conosciuta anche come zanzara tigre. Viene descritta per la prima volta in Tanzania nel 1952, anche se epidemie simili erano state segnalate già nel 1700 in Indonesia. Il suo nome deriva dalla lingua swahili e significa “ciò che curva” o “contorce”, un chiaro riferimento ai forti dolori articolari che caratterizzano l’infezione, tanto è vero che viene chiamata anche “febbre spacca-ossa”.

Oggi la malattia è stata identificata in quasi 120 Paesi, tra cui destinazioni turistiche popolari in
America Latina, Africa, Asia meridionale e sud-orientale, come India, Maldive, Seychelles, Mauritius.

«La situazione epidemiologica può cambiare rapidamente: prima della partenza è quindi importante verificare il rischio aggiornato nella destinazione e rivolgersi a un centro di medicina dei viaggi. Il counselling pre-viaggio consente di valutare concretamente esposizione e misure preventive», sottolinea Vincenzo Nicosia, membro del direttivo SIMVIM. «Il medico considera la destinazione, le attività previste e le condizioni di salute, indicando l’uso corretto dei repellenti, le misure contro le punture di zanzara e, quando appropriato, la vaccinazione».

Quali sono i principali sintomi di Chikungunya?

Dopo un periodo di incubazione che varia da 3 a 7 giorni, i sintomi compaiono in modo improvviso. I più frequenti sono:

  • febbre alta,
  • dolori articolari intensi (che possono limitare i movimenti), che possono colpire diverse articolazioni come polsi, dita, caviglie e ginocchia,
  • dolori muscolari,
  • mal di testa,
  • stanchezza importante,
  • eruzioni cutanee.

In genere i sintomi durano pochi giorni, ma in alcuni casi il dolore articolare può persistere per mesi o addirittura anni. Raramente la Chikungunya porta a complicazioni gravi, ma negli anziani, nei neonati e nei soggetti fragili può aggravare il quadro clinico generale.

Qual è la cura?

La diagnosi viene confermata con esami specifici del sangue, come previsto dal Piano Nazionale delle Arbovirosi (PNA).

«Contro la Chikungunya non disponiamo di un farmaco antivirale specifico: possiamo trattare i sintomi, ma la strategia migliore resta prevenire l’infezione», spiega Andrea Rossanese, presidente della SIMVIM e responsabile della Travel Clinic del Centro di Malattie Tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR).

Prevenzione: cosa possono fare i cittadini?

zanzara tigre pronta a pungere il dito di una persona
Prevenzione: cosa possono fare i cittadini? – www.ok-salute.it

La prevenzione rimane l’arma più efficace contro la Chikungunya. «Quando esiste il rischio di contrarre un virus che può compromettere la salute per mesi e per cui non c’è una cura specifica, prevenire l’infezione è essenziale», ribadisce Rossanese. «Alle misure di protezione personale contro le zanzare si affianca oggi la vaccinazione contro questo virus, disponibile in Italia. La scelta deve essere condivisa con un operatore sanitario competente, sulla base del profilo del singolo viaggiatore e delle raccomandazioni applicabili».

È importante, inoltre, che ciascuno adotti semplici comportamenti quotidiani:

  • Eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi, bidoni e altri contenitori all’aperto.
  • Utilizzare zanzariere e, se possibile, condizionatori.
  • Indossare abiti chiari e coprenti, soprattutto al mattino e al tramonto.
  • Applicare repellenti cutanei, con particolare attenzione a bambini e donne in gravidanza.

La situazione in Italia

Stando ai dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control relativi ai primi nove mesi del 2026, i casi di infezione contratta localmente sono circa 124 in Francia e uno in Italia. Per quanto riguarda la diffusione del virus in Italia, dal 1 gennaio al 29 settembre 2026, risultano 28 casi confermati di Chikungunya, di cui uno autoctono e tutti gli altri erano associati a viaggi all’estero.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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