
Il reflusso gastroesofageo è la patologia digestiva più diffusa: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità interessa circa una persona su tre in Italia. I sintomi sono originati dalla risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago, provocando:
- bruciore,
- rigurgito acido,
- tosse persistente,
- mal di gola,
- raucedine o sensazione di nodo alla gola.

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione ad andamento progressivo, ovvero che peggiora nel tempo se i sintomi vengono sottovalutati o non trattati adeguatamente, determinando un danno consistente alla qualità di vita.
Da questa consapevolezza, è nato il Centro Esofago e Reflusso (CER) dell’IRCCS Policlinico San Donato, diretto dal Prof. Emanuele Asti: un punto di riferimento specializzato nella diagnosi e nel trattamento di tutte le patologie benigne e maligne dell’esofago, grazie a un’esperienza clinica pluridecennale.
In questo articolo
Centro Esofago e Reflusso (CER): come si struttura il percorso diagnostico
Qui il paziente è davvero al centro del percorso di cura, attraverso un percorso rapido e personalizzato fin dal primo incontro. Il cammino diagnostico inizia da un check-up delle prime vie digerenti, utile sia per chi sospetta il reflusso sia per chi ha già una diagnosi e non riesce a mantenere un adeguato controllo della malattia. Dopo la prima valutazione clinica viene stabilito il percorso più opportuno per valutare la funzionalità del tratto gastroesofageo.
Disponibili tutte le indagini diagnostiche
Presso il CER sono disponibili tutte le indagini diagnostiche e le tecnologie più avanzate attualmente in uso. Tra queste, l’endoscopia – che può essere eseguita anche con una sottilissima fibra introdotta dal naso o in sedazione profonda – permette di vedere da vicino l’interno di esofago e stomaco e, se necessario, prelevare piccoli campioni per ulteriori analisi.
Esami di secondo livello
In base alle necessità si possono affiancare esami di secondo livello come la misurazione del pH esofageo tramite capsula wireless (senza fili), utile per stabilire la gravità della malattia, la manometria esofagea ad alta risoluzione, fondamentale per studiare la motilità dell’esofago e il funzionamento del cardias, la valvola che separa esofago e stomaco.
Nuovi strumenti come l’EndoFLIP
«Abbiamo recentemente introdotto nel nostro percorso diagnostico anche il cosiddetto EndoFLIP, uno strumento che ci permette di misurare con grande precisione l’elasticità della giunzione tra esofago e stomaco. È un esame molto utile perché ci aiuta a capire se lo sfintere è troppo rigido, come accade nell’acalasia, oppure troppo lasso. Queste informazioni sono fondamentali per scegliere l’intervento chirurgico più adatto quando i farmaci non bastano più», spiega il Prof. Asti.
Centro Esofago e Reflusso (CER): come si struttura il percorso terapeutico
Raccolte tutte le informazioni, il team multidisciplinare definisce, insieme al paziente, il percorso terapeutico più adeguato. Nella maggior parte dei casi si inizia con una terapia farmacologica mirata, che permette di gestire i sintomi e ridurre l’infiammazione. Quando indicato, è possibile ricorrere anche a procedure endoscopiche ambulatoriali, tecniche minimamente invasive che aiutano a controllare il reflusso senza la necessità di tagli e suture.
Per le forme più avanzate, o quando i disturbi persistono nonostante le terapie standard, l’équipe del Policlinico San Donato offre la possibilità di un trattamento chirurgico. L’approccio, personalizzato e mininvasivo, ha come obiettivo quello di correggere la causa del reflusso e restituire comfort e qualità di vita. Quando i sintomi sono debellati, il paziente continua ad essere seguito con controlli periodici, così da monitorare la risposta alle terapie e garantire la persistenza del risultato.
«Il mio consiglio», sottolinea il Prof. Asti, «è di rivolgersi a un centro specializzato il prima possibile, anche quando i disturbi sembrano lievi. Intercettare precocemente questi problemi permette di evitare che evolvano in condizioni più serie, inclusa la possibile degenerazione in tumore dell’esofago, una patologia purtroppo in aumento».
Per info scrivere a: CER.psd@grupposandonato.it




