Bellezza

Shampoo sandwich, il trucco per capelli lucidi (anche se lavati spesso)

Proprio come un panino, questa tecnica di lavaggio si compone di diversi strati: promette una pulizia ottimale, cute idratata e lunghezze disciplinate

Da qualche anno il concetto del layering è diventato sempre più popolare. Tonici, essenze e sieri vengono stratificati con precisione sulla pelle, un po’ come accade in cucina quando si dosano e si combinano gli ingredienti giusti per ottenere il risultato desiderato. Questo approccio “a strati” può essere applicato anche ai capelli e trova la sua applicazione più completa nello shampoo sandwich, una tecnica di lavaggio che dai saloni di New York sta conquistando le beauty-addicted di tutto il mondo.

Cos’è lo shampoo sandwich

Il nome è curioso ma il concetto è molto semplice. Si tratta di inserire lo shampoo tra due fasi di trattamento, creando una sorta di “panino” che strato dopo strato protegge le lunghezze durante la detersione. Nata tra i colourist newyorkesi per preservare la brillantezza del colore e la salute della fibra capillare, questa tecnica trasforma il lavaggio in un rituale di cura, capace di coniugare pulizia profonda e idratazione, alla base dell’effetto “lucido”, quasi specchiato tanto sognato da chi ha i capelli secchi, soprattutto in inverno.

Shampoo sandwich: a chi è indicato

Per chi lava o tratta spesso i capelli

Lo shampoo sandwich è ideale per chi lava spesso i capelli, per chi ha punte secche o sfibrate, capelli decolorati o trattati chimicamente. È una soluzione efficace anche per chi vive in città piene di smog, ha una cute che tende a ingrassarsi rapidamente e utilizza shampoo purificanti o sebo-regolatori, che però spesso diventano aggressivi sulle lunghezze. Se quindi aiutano il cuoio capelluto a purificarsi provocano ancora di più quell’odiato “effetto paglia” che rende i capelli difficili da pettinare.

In caso di fattori ambientali aggressivi

Lo stesso vale in caso di sole, vento, acqua di mare e cloro, fattori ambientali che alterano l’equilibrio idrolipidico esterno e modificano le strutture di rivestimento del capello chiamate cuticole. Paragonabili alle tegole di un tetto, per effetto degli agenti esterni perdono la loro organizzazione originale, perfettamente allineata e compatta, e si sollevano esponendo così la cheratina, la proteina che determina elasticità, morbidezza e resistenza del fusto, a degradarsi.

Il pre-shampoo

La tecnica “sandwich” permette di mantenere la cute pulita senza compromettere l’idratazione del fusto, evitando la secchezza delle punte. Come suggerisce il nome, lo shampoo viene “stratificato” tra due prodotti trattanti. Il primo step non è quindi il detergente, ma un trattamento preventivo: una maschera, un balsamo o un prodotto ristrutturante da applicare sulle lunghezze (mai sulle radici) e lasciare in posa per il tempo indicato, da mezz’ora fino a qualche ora. Questo passaggio ha una funzione fondamentale: nutrire e proteggere il capello, creando una barriera che lo difende dall’azione potenzialmente disidratante dello shampoo. Dopo il risciacquo, si procede con il lavaggio vero e proprio, che si svolge in due fasi.

Perché funziona

Quando lo shampoo viene applicato su capelli già protetti dal trattamento pre-lavaggio, il detergente svolge la sua funzione sulla cute ma scivola sulle lunghezze senza seccarle. Il secondo strato nutriente, applicato dopo, aiuta invece a ripristinare elasticità, morbidezza e luminosità. Il risultato è una chioma equilibrata, pulita alla radice ma nutrita sulle lunghezze, mai unta né appesantita. Quale shampoo usare? Per trattenere l’idratazione vanno privilegiati gli shampoo con un grado di pH acido che impedisce il sollevamento delle cuticole.

Come fare lo shampoo sandwich

Il preshampoo protettivo

Il primo gesto dello shampoo sandwich sorprende, perché ribalta le nostre abitudini. A capelli bagnati, si applica un trattamento nutriente, una maschera, un balsamo o un prodotto ristrutturante (da scegliere a seconda delle proprie esigenze), distribuendolo con attenzione da metà lunghezza alle punte. È proprio questa zona, più fragile e spesso stressata da calore, colore e agenti esterni, ad aver bisogno di protezione. Il trattamento va lasciato in posa seguendo i tempi indicati, che possono variare da pochi minuti fino a mezz’ora o più, a seconda del prodotto scelto e del tempo a disposizione.

Il lavaggio delicato

Dopo il risciacquo, si passa allo shampoo vero e proprio. Il detergente va applicato esclusivamente sulla cute, massaggiando delicatamente con i polpastrelli per rimuovere sebo e impurità. Le lunghezze, già protette, non hanno bisogno di essere lavate direttamente: sarà la schiuma che scivola durante il risciacquo a pulirle in modo più che sufficiente. Se si è abituati a fare due shampoo, la procedura può essere ripetuta senza problemi.

Fase finale nutriente

Per prolungare la durata del risultato e mantenere il capello nutrito, arriva il terzo “strato” del sandwich: un nuovo trattamento nutriente da far assorbire sulle lunghezze. Questo passaggio finale aiuta a ripristinare morbidezza ed elasticità, ricompattando le cuticole di protezione, prima dell’asciugatura, senza appesantire.

I benefici dello shampoo sandwich

Seguire questa routine significa proteggere attivamente i capelli durante il lavaggio, il momento in cui sono più vulnerabili. Il trattamento applicato prima dello shampoo funziona come uno scudo, riducendo l’effetto disidratante dei detergenti, mentre quello finale restituisce nutrimento e compattezza alla fibra capillare. Il risultato è una chioma più morbida, lucida e disciplinata, anche in caso di lavaggi frequenti. La cute rimane pulita e purificata, le lunghezze idratate e protette: un equilibrio spesso difficile da ottenere con un lavaggio tradizionale.

Dopo quanto tempo si vedono i risultati

Lo shampoo sandwich è consigliato una o due volte a settimana ma i risultati non sono immediati, si iniziano a notare solo dopo qualche lavaggio. Serve circa un mese per notare capelli più morbidi, meno secchi e decisamente meno crespi, mentre un uso costante permette alla chioma di essere visibilmente più lucida e disciplinata. L’importante è dedicare il giusto tempo al lavaggio e scegliere il prodotto pre-shampoo più adatto al proprio tipo di capelli in modo da non appesantirli e vanificare lo sforzo dello shampoo sandwich. Prima di iniziare, meglio chiedere quindi un parere al proprio professionista di fiducia.

Simona Cortopassi

Classe 1980, è una giornalista iscritta all’Ordine regionale della Lombardia. Toscana d’origine, vive a Milano e collabora per testate nazionali, cartacee e web, scrivendo in particolare di salute e alimentazione. Ha un blog dedicato al mondo del sonno (www.thegoodnighter.com) che ha il fine di portare consapevolezza sull’insonnia.
Pulsante per tornare all'inizio