L’Italia è uno dei Paesi con il patrimonio museale più ricco al mondo. Eppure, per molte persone con disabilità intellettiva, gallerie, siti archeologici e complessi monumentali restano spazi complessi e faticosi, talvolta mancanti di spiegazioni comprensibili e di supporto. Una impossibilità a fruire della ricchezza artistica nostrana, nonostante il diritto alla cultura sia un principio universale, sancito anche dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità.
È da questa consapevolezza che ha preso vita il progetto Museo per tutti, promosso da L’abilità onlus insieme al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano ETS), con il supporto di Viatris,.
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I dati raccontano una cultura ancora poco inclusiva
Nata nel 2015, l’iniziativa si è sviluppata nell’ultimo anno anche in seguito a una ricerca, realizzata da IQVIA e L’abilità onlus, che ha coinvolto circa 1.200 persone tra popolazione generale, caregiver e operatori che lavorano con persone con disabilità intellettiva. I dati hanno restituito un quadro chiaro e, per certi versi, allarmante. Per caregiver e operatori, l’accesso alla cultura è considerato fondamentale per la crescita personale, emotiva e relazionale delle persone con disabilità intellettiva.
Tuttavia, il 54% della popolazione generale dichiara di non avere alcuna consapevolezza di questa tipologia di disabilità, evidenziando un vuoto culturale che si traduce in barriere concrete. Se si osservano gli ambiti ritenuti essenziali per il benessere, emergono forti differenze di percezione:
- il 31% della popolazione generale considera centrali le attività culturali per una vita soddisfacente;
- per più del 60% tra caregiver e operatori la cultura è parte integrante dei percorsi di autonomia, socialità e autodeterminazione.
La bellezza artistica è un diritto di tutti
Pensiamo ai tesori che sono custoditi nel nostro Paese: dall’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci ai resti del Colosseo o degli scavi pompeiani. Poterli visitare è considerato utile al benessere dall’85% della popolazione generale, ma solo il 38% lo ritiene molto importante, sottovalutando una fortuna inestimabile. Tra chi vive quotidianamente la disabilità intellettiva, invece, il dato cambia radicalmente: la percentuale sale al 69% tra i caregiver e al 76% tra gli operatori. E sono sempre loro a percepire anche le difficoltà riguardo l’accessibilità. La percezione negativa sale al 71% tra i caregiver e al 74% tra gli operatori, che sperimentano direttamente l’assenza di strumenti, linguaggi adeguati e personale formato.
Barriere, disagi e fatica
Le sensazioni vissute durante una visita culturale raccontano molto più dei numeri. Mentre la popolazione generale si sente prevalentemente appagata (58%) e accolta (38%), il 32% dei caregiver riferisce esperienze segnate da disagio, solitudine e fatica. Anche tra gli operatori, il 19% riporta sensazioni negative, legate a un senso di abbandono e alla necessità di intervenire costantemente per rendere l’esperienza fruibile alla persona accompagnata. Non sorprende quindi che la frequenza delle visite sia bassa: dichiara di non andare mai o quasi mai a musei e mostre il 40% della popolazione generale, ma la percentuale sale al 55% tra i caregiver e al 57% tra gli operatori.
Museo per tutti: l’obiettivo è progettare l’inclusione
È proprio da queste criticità che nasce Museo per tutti, un progetto avviato nel 2016 e oggi attivo in 16 Beni del FAI. Un modello di accessibilità che non si limita a rimuovere ostacoli fisici, ma lavora sulle barriere cognitive, comunicative ed emotive. «Quando parliamo di disabilità intellettiva -, spiega Carlo Riva, direttore dei servizi di L’abilità onlus e ideatore del progetto – ci riferiamo alla difficoltà di comprendere informazioni complesse, orientarsi in contesti nuovi, comunicare bisogni ed emozioni. La scarsa consapevolezza genera visite faticose e solitarie. Eppure, l’accesso alla bellezza e alla conoscenza è essenziale per una vita piena». Il progetto prevede:
- personale formato;
- percorsi dedicati;
- tempi di visita calibrati;
- materiali informativi facilitati, strumenti indicati dall’indagine come prioritari da caregiver e operatori.
Musei per tutti: guide accessibili e rete di luoghi inclusivi
Per ciascun Bene aderente è possibile scaricare dal sito del FAI guide in linguaggio Easy to Read e in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) di ARASAAC, arricchite da immagini, mappe e illustrazioni. Materiali pensati per ridurre lo stress, favorire l’anticipazione dell’esperienza e rendere la visita più serena e partecipata. Nel 2025 la rete si è ampliata includendo nuovi luoghi, dalle Saline Conti Vecchi in Sardegna ai Giganti della Sila in Calabria, fino a Villa Rezzola in Liguria, confermando una visione nazionale dell’accessibilità come valore culturale condiviso.
«I risultati della ricerca – sottolinea Davide Usai, Direttore Generale FAI – ci aiutano a comprendere meglio le esigenze delle persone e a orientare in modo sempre più consapevole materiali, strumenti di comunicazione e organizzazione delle visite».




